Bandiera Dell Isis 140925201435
TENSIONE 25 Settembre Set 2014 2009 25 settembre 2014

Norvegia, blitz per sgozzare una famiglia

Un gruppo danese voleva emulare l'Isis. Allerta in Scandinavia.

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Una bandiera nera dell'Isis.

Un nemico alla porta di casa, di una famiglia a caso. La minaccia di un gruppo di sostenitori danesi dei terroristi dell'Isis di sgozzare un intero nucleo familiare norvegese come atto dimostrativo nei confronti dei Paesi occidentali che partecipano alla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha ridotto ancora, se possibile, la distanza del fiato del terrorismo sul collo degli «infedeli».
AZIONE DIMOSTRATIVA. Secondo la tivù norvegese Nrk che ha rilanciato l'allarme di fonti dei servizi di Oslo, il commando avrebbe pianificato un'azione dimostrativa di «avvertimento» a chiunque osi scendere in campo contro l'Isis. In base alla ricostruzione, sostenuta dal lavoro dei servizi, il gruppo avrebbe dovuto scegliere una famiglia a caso, magari della media borghesia norvegese di fede cristiana o ebraica, fare irruzione nell'abitazione, tagliare la gola a tutti gli abitanti, filmare il massacro e diffondere le immagini inoculando stille di terrore in ogni cittadino occidentale.
ARRIVO DI JIHADISTI IN SCANDINAVIA. Come dire, nessuno è più sicuro, nemmeno nella propria casa. Il sito Fyens.dk ha intervistato un esperto di terrorismo norvegese secondo il quale «molte fonti» hanno confermato l'esistenza di questo piano, mentre recentemente un altro giornale norvegese, Verdens Gang, aveva parlato dell'ingresso nel Paese di altri combattenti, giunti per seminare il terrore in Scandinavia.
Inoltre il progetto presenta molte analogie con quello venuto alla luce qualche giorno fa in Australia, dove un ragazzo di 19 anni è stato arrestato perché si preparava a rapire un civile a caso e a decapitarlo in una piazza davanti a una telecamera per poi diffonderlo in Rete.
LA STRETTA ALLE FRONTIERE. Il piano in Norvegia risalirebbe, secondo alcune fonti, al mese di agosto, dopo che in luglio il Paese era stato per qualche settimana in allerta per il rischio di attacchi terroristici. Allora il passaggio delle frontiere era stato sorvegliato con maggiore attenzione, treni e aerei controllati minuziosamente, la sinagoga di Oslo chiusa per alcuni giorni.
La Scandinavia in questi ultimi mesi si è spesso trovata sotto i riflettori proprio per le vicende legate al terrorismo internazionale e alle questioni interne relative all'immigrazione. Quest'ultimo tema è stato al centro delle recenti elezioni svedesi, lo sarà per quelle danesi e comunque rappresenta una problematica molto presente anche all'opinione pubblica, sempre più divisa tra accoglienza e difesa delle frontiere.
Il rapporto che il 24 settembre è stato presentato a Bruxelles dal capo dell'anti-terrorismo europeo Gilles de Kerchove conferma tutte le paure del mondo scandinavo indicando proprio questi Paesi tra quelli dai quali partono per andare a combattere a fianco dell'Isis giovani proseliti dell'Islam.
I NUOVI PROSELITI RAGAZZINI. I servizi di sicurezza della polizia hanno presentato un rapporto nel quale si denuncia che molti ragazzi norvegesi, in alcuni casi adolescenti, si stanno unendo sempre più numerosi ai combattenti islamici in Siria e in Iraq. In alcuni casi poi, il percorso è inverso: il giornale Dagbladet nei mesi scorsi aveva scritto che quattro combattenti dell'Isis stavano recandosi in Norvegia per portarvi la guerra santa. Atterrati ad Atene, la polizia da allora ha però perso le loro tracce. Giovedì infine si è avuta notizia dell'arresto a Londra di un cosiddetto «predicatore dell'odio», il radicale Anjem Choudary, che ha ammesso di avere stretti rapporti con un gruppo terroristico islamico noto in Norvegia che, come lui, ha sempre appoggiato l'uccisione di giornalisti occidentali.

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