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DRAMMA 25 Settembre Set 2014 2049 25 settembre 2014

Tibet, valanga uccide alpinista italiano

La tragedia sullo Shisha Pangma. Perde la vita anche un tedesco. Un altro in salvo.

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Andrea Zambaldi

Un alpinista italiano, Andrea Zambaldi, è morto sotto una valanga sullo Shisha Pangma assieme al suo compagno di cordata, il tedesco Sebastian Haag. L'incidente è avvenuto durante la Double 8 expedition, il tentativo da record di scalare due 8 mila entro una settimana, coprendo i 170 chilometri di distanza tra le due montagne in mountain bike. Zambaldi, nato 32 anni fa a Milano, viveva e lavorava a Bolzano come marketing manager.
UN ALPINISTA SALVO. La tragedia è avvenuta la mattina del 24 settembre sullo Shisha Pangma, quando a quasi 8 mila metri di quota una valanga ha travolto la cordata composta da Zambaldi, Haag e Martin Maier. Quest'ultimo si sarebbe salvato.
Zambaldi e Haag sono precipitati per circa 600 metri e risultano ufficialmente dispersi, ma le speranze di trovarli vivi sono assai poche.
«Se si trovavano sotto la cima vera, probabilmente erano al traverso, che non è un tratto tecnicamente difficile ma è molto pericoloso», ha detto Silvio Mondinelli a Montagna.tv. «Io sono tornato indietro tre volte su quel traverso, per paura che si staccasse una valanga. Mi dispiace molto per questi ragazzi».
L'ALLARME LANCIATO DA ALTRI DUE ALPINISTI. A poca distanza si trovavano altri due alpinisti Benedikt Böhm, anche lui della Double 8 expedition, e lo svizzero Ueli Steck, che hanno subito lanciato l'allarme, per poi scendere nella speranza di raggiungere la zona della valanga.
Dopo quattro ore di tentativi hanno dovuto rinunciare. «Sebastian e Andrea», hanno scritto i compagni di spedizione sul sito, «sono spariti con la valanga e i loro corpi non sono stati ritrovati».
Maier è invece riuscito a scendere al campo 3, dove è stato raggiunto da alcuni sherpa. Sul sito della spedizione si legge ancora l'ultimo post di Haag, scritto la sera di martedì 23 settembre in inglese: «È duro battere la pista, ma ogni 15 minuti cambiamo turno. La strada è ancora lunga».

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