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TENSIONE 25 Settembre Set 2014 1137 25 settembre 2014

Ucraina, chiusa la frontiera con la Russia

Poroshenko blocca i confini. E annuncia la richiesta di adesione all'Ue nel 2020.

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Petro Poroshenko.

Cresce la tensione tra Ucraina e Russia. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha firmato un decreto che autorizza il governo a chiudere temporaneamente le frontiere terrestri e marittime ai veicoli e alla persone al confine con la Federazione.
L'obiettivo, si legge nel testo, è «risolvere, rispetto alla procedura stabilita, la questione della chiusura temporanea dei passaggi al confine statale dell'Ucraina con la Russia per i trasporti automobilistici, marittimi, pedonali, e anche, in caso di necessità, quella della chiusura temporanea dei passaggi al confine per altri mezzi di trasporto». Una mossa che appare però al momento difficilmente attuabile, visto che 260 dei 2 mila chilometri di confine tra Russia e Ucraina sono ancora in mano ai ribelli.
ADESIONE ALL'UE NEL 2020. Inoltre, a conferma del distacco da Mosca, il presidente ucraino ha detto che «Kiev chiederà ufficialmente l'adesione all'Ue nel 2020».
Poroshenko è apparso ottimista sulla soluzione della crisi a Sud-est, e in una conferenza stampa a Kiev in cui ha presentato le riforme economiche e sociali previste per i prossimi sei anni, ha dichiarato con voce sicura che «la parte più pericolosa del conflitto appartiene già al passato» e che il suo piano di pace sta già iniziando a funzionare. Il capo di Stato aveva già espresso quest'idea twittando che quella del 25 settembre «è stata la prima vera giornata di tregua» perché per la prima volta dopo mesi nessun soldato ucraino è morto o è rimasto ferito.
UCCISO UN MILITARE A MARIUPOL. Ma a smentirlo in parte è arrivata nel pomeriggio la notizia di un militare ucciso vicino Mariupol, sulle rive del mar d'Azov: segno che il cessate il fuoco deciso a Minsk il 5 settembre ha sì posto un freno alle violenze, ma non ha mai davvero fermato i cruenti combattimenti in cui da aprile hanno perso la vita più di 3.200 persone. E a conferma di ciò in serata il Consiglio comunale di Donetsk ha denunciato che spari ed esplosioni «sono stati uditi durante tutto il giorno» nella città roccaforte dei miliziani.

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