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ACCUSE 26 Settembre Set 2014 1150 26 settembre 2014

Siria, Usa e Ue contro Assad: attacchi col gas cloro

Allarme di Washington e Bruxelles: Damasco è tornata a impiegare armi vietate ad agosto.

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Una bandiera siriana con il volto del presidente Bashar al Assad.

Usa e Unione europea tornano ad accusare il regime di Bashar al Assad. Secondo Washington e Bruxelles, infatti, nuovi attacchi chimici sono stati compiuti in Siria «con forti somiglianze con quelli, ormai accertati, compiuti in primavera con gas cloro».
ATTACCHI IN ELICOTTERO. Da quanto risulta a Usa e Ue, Assad è tornato a usare le sostanze proibite ad agosto: a confermare le accuse è stato il nuovo rapporto della missione investigativa dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac).
Secondo quanto sottolineato da Washington e Bruxelles, gli attacchi sono stati compiuti con l'uso di elicotteri che «solo le forze del regime hanno», non i ribelli.
ALLARME DEGLI USA. Nel suo intervento al Consiglio esecutivo dell'Opac, il rappresentante americano ha dichiarato che gli Usa sono «profondamente allarmati» dalle «conferme dirette» sul fatto che «la Siria continua a usare armi chimiche ripetutamente e sistematicamente» e ha sottolineato che «i responsabili dovranno risponderne».
SOLUZIONE POLITICA. Parlando a nome dell'Ue l'ambasciatore italiano, Francesco Azzarello, ha affermato che «Damasco deve dimostrare alla comunità internazionale di aver completamente abbandonato il suo programma di armi chimiche: questo non può essere fatto finché emergono nuove accuse di attacchi chimici».
Azzarello ha, infine, ricordato che «l'Ue è preoccupata dal deterioramento della sicurezza e della situazione umanitaria» in Siria, ribadendo che la soluzione alla crisi «richiede una transizione politica».
ASSAD NON RISPETTA I PATTI. Le nuove accuse alla Siria sono emerse mentre gli Stati Uniti stanno compiendo raid aerei nelle zone del Paese controllate dall'Isis. Ma l'ambasciatore americano ha ricordato che Assad ha adottato nel 2013 la Convenzione sulle armi chimiche 'come espediente' per evitare una rappresaglia americana alla strage di Ghouta del 21 agosto 2013.

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