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DIRITTI 26 Settembre Set 2014 1700 26 settembre 2014

Unicef: 17 mila bimbi morti al giorno per cause prevenibili

Mortalità infantile calata del 49% dal 1990 ma, «ancora troppi decessi evitabili».

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Per l'Unicef la mortalità infantile si è ridotta del 49% dal 1990 ma i decessi per cause prevenibili sono ancora 17 mila al giorno.

Per combattere la mortalità infantile ed evitare che i bambini «non vengano lasciati indietro», Unicef ha invitato la comunità internazionale ad affrontare nuove sfide e progressi, anche in vista dei 25 anni della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. La mortalità infantile, attraverso dati specifici forniti da Unicef, dal 1990 ad oggi è diminuita del 49% ma tuttora 17 mila bambini muoiono quotidianamente per cause prevenibili come diarrea, malaria e polmonite e circa la metà per malnutrizione.
Nonostante siano oltre 2 miliardi i piccoli che hanno avuto accesso ad acqua potabile, centinaia di milioni di bambini si affidano a acqua che potrebbe essere contaminata con seri problemi anche per l'igiene sanitaria. «I dati mostrano che a livello globale un bambino nato oggi ha molte più probabilità di sopravvivere e crescere rispetto a 25 anni fa. Ma sottolineano anche che in ogni paese e regione del mondo, molti bambini sono ancora lasciati indietro», ha detto Yoka Brandt vicedirettore generale Unicef durante il forum per i bambini al Columbia University's Earth Institute.
«Per realizzare gli impegni della Convenzione, abbiamo bisogno di sfidare noi stessi a pensare e ad agire differentemente per promuovere i diritti di tutti i bambini, soprattutto i più emarginati e difficili da raggiungere», ha concluso Yoka Brandt.
IN 58 MLN ANCORA NON FREQUENTANO LA SCUOLA PRIMARIA. Secondo i dati Unicef, il livello d'istruzione ha riscontrato una serie di miglioramenti: il numero dei bambini che non va a scuola si è dimezzato, ma ancora oggi circa 58 milioni non frequentano la scuola primaria. Spesso anche la qualità risulta l'ostacolo principale: che siano frequentanti o no, sono almeno 250 milioni coloro che non sanno leggere e scrivere. Nel mondo l'iscrizione alle scuole materne è raddoppiato, ma in pochi Paesi si frequentano le scuole secondarie. Unicef descrive che nei Paesi sottosviluppati un bambino (tra i 5 e 17 anni) su quattro lavora, anche se il lavoro minorile dal 2000 ad oggi è crollato di un terzo. La povertà estrema è passata dal 49% del 1990 al 18% del 2010, nello specifico quasi la metà ha meno di 18 anni. Gli studi fatti da Unicef aprono un dialogo e un dibattito mentre il mondo celebra il 25esimo anno della Convenzione, alcuni degli studi verranno pubblicati online sul portale di Unicef il 20 novembre, giornata universale dell'infanzia e dell'adolescenza.

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