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INCHIESTA 26 Settembre Set 2014 0655 26 settembre 2014

Wesolowski, il porno archivio dell'arcivescovo

Nel pc dell'arcivescovo foto e video con minori. Si cercano possibili complici.

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Jozef Wesolowski, nunzio della Repubblica Dominicana dal 2008 fino al 2013.

Un archivio segreto. Con foto hard e video con minori. È un viaggio da incubo quello degli inquirenti nei file del computer di Jozef Wesolowski, nunzio della Repubblica Dominicana dal 2008 fino al 2013 che per volontà di papa Francesco è stato arrestato dalla gendarmeria vaticana per pedofilia. E che ora rischia fino a sette anni di prigione.
Secondo quanto ha rivelato il Corriere della Sera, l'arcivescovo custodiva 100 mila file con immagini e video pornografici, tra materiale scaricato dalla Rete e scatti realizzati alle vittime stesse del prelato (si tratta di ragazzini tra i 13 e i 17 anni).
ALLA RICERCA DEI COMPLICI. Svelata la galleria dell'orrore, ora gli inquirenti puntano a svelare l'identità di possibili complici del 66enne arcivescovo polacco. E gli atti dell'inchiesta del Vaticano lasciano pensare che ci siano già elementi per identificare alcune figure legate alla vicenda, che non è affatto chiusa. Anzi, il sospetto è che Wesolowski possa essere coinvolto in una rete internazionale della pedofilia.
100 MILA FILE NEL PC. Sempre secondo l'accusa, l'alto prelato possiede una «particolare abilità a utilizzare strumentazione elettronica che può essere reperita per connessioni illecite». E un «comportamento», è scritto nei documenti dell'inchiesta, che «ha mostrato di perseguire con modalità fortemente compulsive».
Infatti nel computer del 66enne sono stati trovati «oltre 100 mila file a sfondo sessuale, cui si sommano più di 45 mila immagini cancellate».
DIVISIONE PER GENERE. Gli inquirenti hanno poi scoperto che l'archivio del computer di proprietà del Vaticano, è «diviso in quattro volumi e contiene circa 130 mila video e più di 86 mila fotografie». Ma non è finita, perché altro materiale, Wesolowski lo aveva «salvato» nel pc portatile che utilizzava in viaggio.
Da quanto è stato riferito dagli inquirenti, i file erano divisi per genere: oltre agli adolescenti maschi, per cui l'arcivescovo aveva una predilezione, ci sono anche documenti con bambine protagoniste di prestazioni erotiche (sono già moltissimi i giovanissimi che hanno denunciato l'orrore subito).
WESOLOWSKI VUOL PARLARE. Per vederci più chiaro sulla vicenda e svelare l'identità delle altre persone coinvolte, gli esperti hanno ricostruito il «traffico dati» dell'alto prelato polacco esaminando connessioni, e-mail e scritti contenuti nell'hard disk.
«Posso chiarire la mia posizione, spiegare l'errore», ha dichiarato Wesolowski quando è stato portato di fronte ai promotori d'accusa per l'esecuzione del provvedimento di cattura. Ma per fare luce su quanto compiuto c'è tempo. Ora l'obiettivo è stroncare la rete di chi ha messo le mani sui bambini.

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