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L'ATTACCO 27 Settembre Set 2014 2021 27 settembre 2014

Operai morti ad Adria, il parroco contro i politici

L'affondo del parroco va in scena ai funerali di una delle vittime di Ca' Emo.

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La salma di uno degli operai morti nell'incidente alla Co.Im.Po. in provincia di Rovigo.

Rabbia, tanta, ai funerali delle quattro vittime per esalazioni di gas alla Coimpo di Ca' Emo, una frazione di Adria, nel Rodigino.
Ma la denuncia più forte è arrivata da don Renato Galiazzo, parroco di Liettoli di Campolongo Maggiore (Venezia) che ha celebrato il funerale di Giuseppe Baldan dopo la benedizione comune.
«I RESPONSABILI SI GETTINO IN MARE». Dopo aver ricordato che non «si può morire per il lavoro», come recita la Bibbia, il sacerdote si è scagliato contro i responsabili della tragedia che «devono mettersi una pietra al collo e gettarsi in acqua».
«Non si può morire così nel Veneto del 2014, vittime di una nube tossica», ha rincarato la dose. «Senza maschere. Ci sono stati 24 morti sul lavoro dall'inizio dell'anno, uno a settimana. Non si può morire per portare a casa la pagnotta».
L'AFFONDO ALLA POLITICA. Quindi si è rivolto alla politica: «Fanno le leggi, ma poi piuttosto che farle rispettare mi pare preferiscano salvaguardare i loro interessi. Con i vitalizi dei consiglieri regionali quanti controlli sulla sicurezza si potrebbero fare?». Il sacerdote, commentando le indagini che hanno coinvolto gli ex amministratori veneti, ha detto: «Quando vengono incastrati, poi, si dichiarano incompatibili con il carcere. Chi è debole di cuore, chi cade accidentalmente in giardino potando le rose. Che vergogna, hanno bevuto il sangue di questi ragazzi. E allora è meglio che si mettano una macina al collo e che si buttino in mezzo al mare».
Poco prima, 2 mila persone avevano preso parte nella cattedrale di Adria ai funerali di Nicolò Bellato, Marco Berti e Paolo Valesella. Presente anche il presidente della Regione Luca Zaia. Poco prima di entrare, Zaia ha espresso «dolore e rabbia». Dolore, ha spiegato, «per gli operai che non ci sono più e rabbia perché nel 2014 non si può perdere la vita sul lavoro. I controlli nelle aziende devono essere fatti sulla sicurezza».

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