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ORRORE 27 Settembre Set 2014 1726 27 settembre 2014

Somalia, lapidata dagli Shabaab perché accusata di poliandria

Una donna di 33 anni uccisa dagli estremisti islamici. Avrebbe avuto quattro mariti.

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Punizioni corporali inflitte pubblicamente dagli Shabaab in Somalia.

Lapidata in Somalia dagli Shabaab perché accusata di poliandria.
Safiyo Ahmed Jumale, una donna di 33 anni, è stata sepolta fino al collo con gli occhi bendati e presa a sassate da uomini col volto coperto davanti alla folla a Baraw, nel Sud del Paese.
SPOSATA CON QUATTRO UOMINI. Il giudice del tribunale islamico che l'ha condannata, Sheik Mohamud Abu Abdullah, ha detto che la vittima, «sposata segretamente con quattro uomini», avrebbe confessato: «L'ho interrogata a più riprese quando era in prigione e mi ha detto che era pienamente cosciente» del suo 'crimine', ha aggiunto il magistrato.
Gli Shabaab, che hanno eseguito la condanna, sono un gruppo affiliato ad Al Qaida. Controllano vaste zone del Sud e del Centro della Somalia, dove hanno imposto una rigida applicazione della sharia, la legge islamica.
ADULTERIO PUNITO CON LA MORTE. Nel 2012 lo stesso gruppo aveva lapidato un'altra giovane donna, condannata per rapporti sessuali extramatrimoniali. Fra le vittime della sharia anche una ragazzina di 13 anni, che secondo alcuni gruppi di difesa dei diritti umani sarebbe stata violentata proprio da un gruppo di uomini appartenenti agli Shabaab. Nel 2013, invece, a subire l'esecuzione è stato un giovane, condannato perché gay. Dopo la caduta del dittatore Siad Barre nel 1991, la Somalia è scivolata in un caos senza fine. Nel 2009 gli islamisti di al-Shabaab hanno dichiarato la loro alleanza con al-Qaida, che li ha ufficialmente integrati nella sua rete terroristica all'inizio del 2012. Un anno prima, però, i militanti erano stati costretti a ritirarsi da Mogadiscio dai soldati dell'Unione Africana (Amisom), perdendo da allora molte roccaforti nel Centro e nel Sud del Paese.

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