Vulcanello 140927155541
SCHEDA 27 Settembre Set 2014 1720 27 settembre 2014

Vulcanelli, la spiegazione del fenomeno geologico

Terreni argillosi e poco consistenti, intervallati da acqua salmastra. Sotto di loro bolle di gas metano.

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Un vulcanello visto dall'alto.

L'ultima violenta esplosione dei vulcanelli nella riserva Macalube di Aragona, dove una famiglia è stata travolta da fango e detriti mentre era in gita nell’area, risaliva al 2008. Le macalube, dall’arabo maqlu’b (terra che si rivolta), sono un esempio del fenomeno geologico denominato «vulcanesimo sedimentario». Tra il 2002 e il 2008, le macalube o «vulcanelli» sono state al centro di un fenomeno che ha prodotto profonde fenditure nel terreno e la formazione di una vasta collina a seguito di forti esplosioni, con riversamenti di quantità enormi di argilla e fango.
TERRENI ARGILLOSI. Il fenomeno è connesso alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto a pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi e acqua leggermente salata a temperature comprese tra i 20 e i 25 gradi centigradi, che danno luogo a un cono di fango la cui sommità è del tutto simile a un cratere vulcanico.
MATERIALE SCAGLIATO IN ARIA. La consistenza dei fanghi argillosi è a volte così liquida, come nella zona di Caltanissetta, da non permettere la formazione di veri e propri coni vulcanici. Altre volte il fenomeno assume carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas e acqua scagliato a notevole altezza.

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