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INCHIESTA 27 Settembre Set 2014 1220 27 settembre 2014

Wesolowski, missioni all'estero per festini di sesso coi minori

Per gli inquirenti l'arcivescovo cercava giovanissimi per incontri a luci rosse pure in trasferta.

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Jozef Wesolowski in un'immagine d'archivio.

Non solo l'archivio dell'orrore con 100 mila file tra foto e video di minori, l'inchiesta che coinvolge l'ex nunzio della Repubblica Dominicana Jozef Wesolowski già ai domiciliari presso il Collegio dei Penitenzieri per volere di papa Francesco (rischia sette anni di reclusione) ha svelato anche missioni all'estero per partecipare a incontri a «luci rosse» con minori.
A rivelarlo è stato il Corriere della Sera, secondo cui l'alto prelato era solito compiere viaggi pastorali che, in realtà, nascondevano ben altri scopi.
VIAGGI DEL SESSO. Nel mirino della gendarmeria vaticana che indaga sugli abusi sui minori compiuti dall'arcivescovo polacco sono finiti soprattutto tre soggiorni a Francoforte e altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013 (l'inchiesta ha evidenziato che risultano accessi ai siti specializzati in appuntamenti gay per cercare compagnia e scambiare materiale pedopornografico).
LA RETE DI PEDOFILI. Da quanto è emerso, Wesolowski è probabile fosse inserito in una rete internazionale di pedofili e gli inquirenti stanno cercando di fare luce proprio su questo punto.
Già i 100 mila files ritrovati nel computer dell'arcivescovo avrebbero consentito di ottenere informazioni sui presunti complici dell'alto prelato: secondo gli inquirenti, infatti, è impossibile che nessuno sapesse che cosa facesse Wesolowski.
BIMBI TROVATI COL WEB. Nelle carte dell'inchiesta sull'arcivescovo ci sono le ricevute dei biglietti che provano che l'alto prelato è stato a Francoforte: i movimenti dell'uomo hanno quindi permesso di individuare chi era con lui durante le missioni. E, è l'accusa, alcuni avrebbero agevolato l'arcivescovo a organizzare festini con i bambini attraverso la Rete.
Sempre secondo gli inquirenti, poi, l'ex nunzio della Repubblica Dominicana, usava il web per trovare compagnia soprattutto all'estero.
IL 29 L'INTERROGATORIO. Per far luce su tutta la vicenda, l'arcivescovo deve essere ascoltato in un interrogatorio fissato per lunedì 29 settembre. Wesolowski ha già precisato di voler «chiarire» la sua posizione e ha parlato di «uno sbaglio»: «Non sono io ad aver commesso queste cose», s'è difeso l'alto prelato.
Tra pochi giorni si saprà se gli sarà contestata formalmente non solo l’accusa di aver abusato di minori, ma pure di aver «cagionato un danno all’immagine dello Stato e della Santa Sede».

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