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NUOVA GUERRA 28 Settembre Set 2014 1509 28 settembre 2014

Raid anti Isis, distrutte tre raffinerie e ucciso un leader islamico

Negli Emirati pilota donna ripudiata dalla famiglia.

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Una postazione dell'Is bombardata dai raid della coalizione internazionale anti-jihadisti.

Tre raffinerie distrutte e il presunto capo del gruppo Khorassan, ucciso. Questo sarebbe il bilancio dei raid Usa contro l'Isis in Siria. Lo ha riferito Site, il centro americano di sorveglianza dei siti islamici, secondo il quale un esponente jihadista, che ha finora combattuto all'interno di Khorassan, ha diffuso su Twitter una serie di messaggi nei quali fa le sue condoglianze per la morte di Muhsin al-Fadhli, componente di lunga data della rete di Al-Qaida e presunto capo di Khorassan, e per quella di Abu Yusuf al-Turki, un altro leader del gruppo.
I tweet sembrano confermare che Fadhli è stato ucciso nel corso degli attacchi aerei degli Stati Uniti. Secondo l'osservatorio siriano dei diritti umani, attacchi della coalizione guidata dagli Usa hanno distrutto il 28 settembre tre raffinerie di petrolio controllate dai miliziani dello Stato Islamico, nella Siria settentrionale al confine con la Turchia. Tra giovedì 25 e venerdì 26 settembre i raid avevano colpito almeno 12 raffinerie controllate dagli uomini dell'Isis nella provincia petrolifera di Deir Ezzor, nell'est della Siria.
RIPUDIATA LA PILOTA ANTI ISIS. Intanto secondo l'agenzia palestinese Wattan e il britannico Daily Mail, la prima donna pilota di cacciabombardieri degli Emirati arabi uniti, Mariam al-Mansouri, che ha partecipato ai bombardamenti contro lo Stato islamico in Siria, è stata ripudiata dalla sua famiglia, che ha detto invece di parteggiare per il Califfato.
«Noi, la famiglia Mansouri degli Emirati arabi uniti», è il comunicato riportato dall'agenzia palestinese, «dichiariamo qui pubblicamente che ripudiamo la cosiddetta Mariam al-Mansouri, così come chiunque prenda parte alla brutale aggressione internazionale contro il fraterno popolo siriano, a partire dalla nostra ingrata sorella Mariam al-Mansouri».
COMUNICATO PRO STATO ISLAMICO. «La nostra famiglia è fiera di tutti gli uomini liberi che difendono la loro causa e di tutti quelli che prendono le armi per difendere l'onore della loro nazione», è scritto nella nota, «Noi siamo fieri degli eroi sunniti in Iraq e nel Levante e di tutti quelli che alzano la bandiera della giustizia ovunque sia».
In ogni caso, l'autenticità del comunicato non è provata, e nemmeno che rappresenti l'opinione dell'intero clan al-Mansouri, il secondo in ordine di grandezza ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati.

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