Polizia Ferguson 140819120617
DOPO IL CASO BROWN 28 Settembre Set 2014 1132 28 settembre 2014

Stati Uniti, poliziotto ferito a Ferguson

Obama tuona le discriminazioni razziali.

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Agenti in assetto antisommossa.

Brack Obama ha tuonato ancora contro le discriminazioni razziali. «Troppi giovani di colore si sentono presi di mira dalla polizia, colpevoli di camminare solo perché sono neri, o di guidare solo perché sono neri», ha detto il presidente Usa, intervenendo davanti al Congressional Black Caucus, composto da deputati afroamericani. In sala erano presenti anche i genitori di Michael Brown, il giovane di colore disarmato ucciso da un agente della polizia a Ferguson, in Missouri. Un episodio sul quale Obama ha ordinato un'inchiesta, per verificare se all'interno della polizia locale ci siano manifestazioni di razzismo. «Troppi giovani di colore» ha detto Obama, «si sentono giudicati in base a stereotipi che alimentano la paura, il risentimento la mancanza di speranza».
A FERGUSON RISALE LA TENSIONE. Proprio nel giorno del discorso presidenziale, però, la situazione a Ferguson - il sobborgo di St.Louis, in Missouri, teatro di violenti scontri tra la comunità afroamericana e la polizia dopo l'uccisone di Brown da parte di un agente - rischia di degenerare nuovamente. Un poliziotto è stato infatti ferito da un colpo di pistola sparato da uno sconosciuto. L'incidente è avvenuto mentre l'agente stava effettuando un controllo al Ferguson Community Center. Ferito a un braccio non sarebbe in pericolo di vita. Mentre non è stata ancora individuata la persona che ha sparato, riuscita a dileguarsi. Dopo i tumulti dello scorso agosto, che misero a ferro e fuoco Ferguson e costrinsero Obama a interrompere le vacanze estive, le acque si erano calmate, anche se l'agente che sparò al diciottenne Michael Brown, uccidendolo, non è stato incriminato come aveva chiesto a gran voce la comunità afroamericana. L'inchiesta ordinata dal presidente Obama è ancora in corso.

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