Afghanistan 140929065957
PAURA 29 Settembre Set 2014 0700 29 settembre 2014

Afghanistan, Ghani presidente: attentato dei talebani

Esplode un'autobomba nell'Est del Paese: 10 morti. Quattro vittime all'aeroporto della capitale.

  • ...

Controlli in Afghanistan da parte delle forze governative.

Attacco kamikaze dei talebani in Afghanistan contro l'edificio del governo del distretto di Zurmat nella provincia orientale di Paktia. Ma pure bombe vicino all'aeroporto internazionale di Kabul.
Nel giorno dell'insediamento nella capitale di Ashraf Ghani Ahmadzai come nuovo presidente del Paese (ha vinto il ballottaggio del 14 giugno contro Abdullah Abdullah), il Paese è ripiombato nell'incubo attentati. Anche perché alla cerimonia era presente il potente consigliere del presidente Usa Barack Obama, John Podesta.
SCOPPIA UNA BOMBA. Secondo quanto ha riferito la polizia locale, nella mattinata di lunedì 29 settembre, un'autobomba è scoppiata davanti alla sede del governo nella zona a Est dell'Afghanistan.
Immediata la reazione delle forze di sicurezza che hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con gli attaccanti: alla fine si sono contati almeno 10 morti.
ATTACCO A KABUL. Una forte esplosione ha invece interessato una zona vicino all'aeroporto internazionale di Kabul. Il bilancio provvisorio è di almeno quattro morti e otto feriti.
Azione di kamikaze pure nella provincia settentrionale di Kunduz: qui ci sono almeno due feriti.
IL GIURAMENTO. Ghani, ex economista della Banca mondiale ed ex ministro delle Finanze, ha giurato come nuovo presidente dell'Afghanistan insieme con i suoi due vicepresidenti. Succede a Hamid Karzai, rimasto al potere per 13 anni.
APPELLO AI TALEBANI. Il presidente ha rivolto un appello ai talebani e ai militanti dell'altro gruppo antigovernativo Hezb-i-Islami a «negoziare la pace» con il suo governo. Nel suo primo discorso dopo la cerimonia di insediamento, Ghani ha detto: «Siamo stanchi della guerra. Il nostro è un messaggio di pace. Ma attenzione, non siamo deboli».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso