Hong Kong 140929111554
MANFESTAZIONE 29 Settembre Set 2014 1115 29 settembre 2014

Hong Kong, Occupy Central-polizia: tregua negli scontri

Il governo dell'ex colonia britannica ritira i reparti antisommossa. Ma Pechino condanna le proteste.

  • ...

Polizia in assetto antisommossa a Hong Kong.

Primi spiragli di tregua a Hong Kong.
Dopo il weekend di scontri tra i manifestanti di Occupy Central e la polizia, il governo dell'ex colonia britannica ha deciso di ritirare i reparti antisommossa, nonostante migliaia di attivisti ancora paralizzino diverse zone della città per chiedere il suffragio universare per le elezioni del 2017.
«I cittadini riuniti nelle strade si sono calmati, la polizia è stata richiamata», hanno annunciato le autorità di Hong Kong in una nota sul proprio sito internet.
LIBERARE LE STRADE. Tuttavia i manifestanti sono stati inviati a «liberare le strade occupate al più presto, per lasciar passare i veicoli di emergenza e i mezzi pubblici».
Secondo quanto precisato dal governo, infatti, più di 200 linee di autobus sono state sospese o deviate, il traffico è stato interrotto e diverse stazioni della metropolitana sono state chiuse.
NUOVI SIT IN. Migliaia di studenti e cittadini, infatti, hanno deciso di proseguire l'occupazione pacifica di Hong Kong.
Dalle prime luci dell'alba di lunedì 29 settembre hanno bloccato una una vasta area di Hong Kong Island che dal quartiere delle banche di Central si spinge fino al quartiere commerciale di Causeway Bay, e oltre.
«Vogliamo solo la democrazia, staremo qui finché il governo non ci darà rispste», hanno detto due giovanissimi volontari che distribuiscono acqua, frutta e biscotti ai partecipanti alla protesta.
PRESSING SUL GOVERNO. Altri concentramenti sono in corso in altre zone dell'ex colonia britannica, mentre la polizia quasi non si vede più per le strade. Dove ci sono, gli agenti si tengono in disparte oppure cercano di dialogare con i manifestanti.
Alcuni, però, continuano a chiedere le dimissioni del capo del governo locale Chun-yung Leung e sembrano poco disposti a compromessi.
Il governo di Pechino ultimo arbitro della vita politica di Hong Kong tale, ma ancora risuonano le condanne delle manifestazioni, definite «illegali».
ESTREMISTI POLITICI. Se ufficialmente il Dragone tace, nel Paese si moltiplicano le voci di condanna di Occupy Central.
Secondo la stampa ufficiale del Dragone, infatti, le manifestazioni di piazza sono ordite da «estremisti politici» che però sono «destinati al fallimento» perché «sanno bene che è impossibile modificare la decisione» sulle modalità delle elezioni del 2017 per il governatore.
Pechino ha anche censurato sui social network qualsiasi informazione relativa alle agitazioni sull'ex colonia britannica.
RIVOLTA SENZA FUTURO. «I militanti radicali sono destinati a fallire», ha scritto in un editoriale il quotidiano ufficiale Global Times, lamentando che le dimostrazioni «rovinano l'immagine di Hong Kong». Ma «la stabilità fondamentale di Honk Kong non sarà distrutta», ha aggiunto il giornale secondo cui ogni raffronto con Tiananmen nel 1989 è «senza fondamento»: «La Cina non è più lo stesso Paese di 25 anni fa. Adesso ha diversi approcci possibili per affrontare le varie forme di agitazione».
Il Quotidiano del Popolo, organo del Partito comunista, è invece rimasto in silenzio sui fatti di Hong Kong.

Correlati

Potresti esserti perso