Condannata Morte Iran 140929215111
ORRORE 29 Settembre Set 2014 2152 29 settembre 2014

Iran, uccise il suo stupratore: sarà impiccata

Fissata per il 30 settembre la condanna a morte di una 26enne colpevole di essersi difesa.

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La 26enne Reyhaneh Jabbari.

Sta per precipitare la vicenda di Reyhaneh Jabbari, l'iraniana condannata a morte per aver ucciso nel tentativo di difendersi da uno stupro: la sua impiccagione è già fissata per la mattina del 30 settembre secondo quanto ha annunciato la madre.
L'allarme pubblicato su Facebbook dalla donna, Sholeh Pakravan, è stato accreditato dal sito di Ihr, un'organizzazione per la difesa dei diritti umani in Iran che si è appellata «a tutti i Paesi che hanno relazioni diplomatiche» con Teheran affinché «usino tutti i loro canali per fermare l'esecuzione». Una «mobilitazione internazionale» che coinvolga l'Italia è stata chiesta dal senatore del Pd Lodovico Sonego.
Jabbari, 26 anni, ha precisato il sito, è stata trasferita alla prigione di Rajaishahr, una ventina di chilometri ad ovest di Teheran, sottolineando che l'impiccagione «è in programma per domattina».
ARRESTATA NEL 2007. La giovane era stata arrestata nel 2007 per l'uccisione a coltellate di un dipendente del Ministero dei servizi segreti iraniano, Morteza Abdolali Sarbandi, che - secondo la più ricorrente sintesi delle argomentazioni della difesa - stava cercando di violentarla.
Nel 2009 era stata condannata a morte applicando il 'qesas', la legge del taglione, con sentenza confermata dalla Corte suprema quello stesso anno, ricorda Ihr, che ha sede ad Oslo.
Alla famiglia era stata annunciata l'applicazione della sentenza per marzo; poi l'impiccagione era stata fissata al 15 aprile, ma ci fu un rinvio.
MOBILITAZIONE IN IRAN. Sul caso di Jabbari si era appuntata l'attenzione anche dell'Onu e, fra l'altro, artisti iraniani si erano mobilitati per salvarla raccogliendo fondi per il 'diyeh, il cosiddetto 'prezzo del sangue' che il condannato deve pagare alla famiglia della vittima se questa acconsente a commutare la pena capitale in detenzione. Proprio in aprile era sembrato che il figlio del funzionario ucciso fosse disposto ad accettare il diyeh se la ragazza avesse rivelato il nome di un secondo uomo che sarebbe stato nell'appartamento al momento dell'uccisione del padre.
NON FU ASSISTITA DA UN LEGALE. La confessione dell'accoltellamento, ha ricordato il sito, fu resa subito dopo l'arresto, senza che la ragazza, allora di 19 anni, fosse assistita da un legale. Fin dall'inizio comunque Jabbari ha detto di aver agito per legittima difesa.
Solo nel 2014 sono almeno 550 le persone giustiziate in Iran, ha ricorda Ihr.

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