Antonio Mastrapasqua 140929121015
GIUSTIZIA 29 Settembre Set 2014 1015 29 settembre 2014

Lazio, perquisizioni in Regione e nell'ospedale Israelitico

Nel mirino dei pm ci sono fatture gonfiate. Coinvolto anche Mastrapasqua.

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Antonio Mastrapasqua è il direttore generale dell'ospedale Israelitico.

Dieci persone coinvolte e un indagato eccellente. Si sono concluse così le perquisizioni di lunedì 29 settembre in alcuni uffici della Regione Lazio, nella sede dell'ospedale Israelitico e in uffici di Asl.
I pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia hanno proceduto all'iscrizione nel registro degli indagati, per i reati di truffa aggravata e falso una decina di persone. Tra loro i massimi dirigenti del nosocomio, tra cui il direttore generale Antonio Mastrapasqua, ex presidente dell'Inps e già indagato nella prima tranche di inchiesta a gennaio, il direttore sanitario Luigi Antonio Spinelli e il vice direttore amministrativo Tiziana D'Agostino.
INDAGINI INIZIATE A GENNAIO. Da quanto si è appreso, l'indagine che ha portato i carabinieri del Nas a effettuare una serie di perquisizioni, è lo sviluppo dell'inchiesta che coinvolse a gennaio l'ex presidente dell'Inps, nella sua veste di direttore generale dell'ospedale Israelitico.
Avviata a gennaio, questa indagine ha riguardato illeciti nell'attività del settore odontoiatrico si allarga anche al reparto di ortopedia e le prestazioni di assistenza domiciliare integrata e di assistenza domiciliare oncologica. Secondo i dati forniti dalla Regione si aggirerebbe intorno ai 17 milioni di euro la cifra dei rimborsi «non congrui».
L'inchiesta madre riguarda fatti risalenti al 2009 quando un controllo dell'Asl Roma D su prestazioni dell'Ospedale Israelitico portò alla luce incongruenze: fatture per semplici interventi odontoiatrici per i quali venivano richiesti alla Regione rimborsi onerosi da intervento con ricovero.
OMBRE SUGLI INTERVENTI. Dai controlli successivi è emerso che tra il 2006 e il 2009 la richiesta di rimborsi alla Regione Lazio per «interventi fantasma» da parte dell'Ospedale Israelitico accadeva nella stragrande maggioranza dei casi verificati, il 94% delle cartelle cliniche.
La Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti perciò sospese il pagamento di 15,5 milioni di euro in fatture all'Ospedale Israelitico, e congelò i due protocolli d'intesa che la vecchia amministrazione stipulò con la struttura sanitaria nel 2011 e nel 2012.
Nello specifico, secondo i pm gli indagati «avrebbero attestato falsamente nella documentazione trasmessa agli uffici della Regione Lazio competenti al pagamento delle prestazioni sanitarie in convenzione con il Ssn interventi sanitari».
RIMBORSI GONFIATI. Per l'attività di ortopedia, quasi tutti interventi per l'alluce valgo, «sono stati inseriti a rimborso come prestazioni di ricovero anziché in regime di day hospital o day surgery remunerato con 4629 euro anziché con 2759 euro e altresì interventi sanitari che avevano riguardato biopsie trans perineali erano stati inseriti a rimborso come prestazioni di ricovero e remunerati rispettivamente 1459 euro e 1331 euro invece di 238 euro e 151».
AVVERTITI DELLE PERQUISIZIONI. I presunti autori del raggiro, secondo quanto accertato, venivano avvertiti in anticipo delle perquisizioni. Per questo arrivavano a modificare «lo stato dei luoghi, la destinazione degli ambienti dell'ospedale e delle attività sanitarie svolte in modo da indurre in errore gli ispettori della Regione». Nel decreto viene citato anche un'altro episodio relativo ad una ispezione della Regione «finalizzata al controllo delle prestazioni di assistenza domiciliare integrata (Adi) e di assistenza domiciliare oncologica».

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