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TENDENZE 29 Settembre Set 2014 1122 29 settembre 2014

Marketing, la svolta dei vlogger

Celebrità su Youtube, sono corteggiati da grandi e piccoli marchi.

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da Londra

La vlogger britannica Tanya Burr.

Danno consigli in Rete, dotati solo di una videocamera e di una connessione. E ora stanno stravolgendo le regole del marketing tradizionali.
Sono i vlogger, i blogger in video: di solito giovanissimi, hanno fatto dell’egocentrismo una professione di successo, sapendo cogliere l’inizio di un nuovo modo di fare pubblicità e comunicare attraverso il web.
SUCCESSO VIA YOUTUBE. Cosa fa, nello specifico, un vlogger? Di solito si riprende con l’ausilio della webcam mentre parla di sport, attualità, dà consigli di trucco, parrucco e shopping. Poi pubblica il video su Youtube e controlla il gradimento degli utenti. Commenti e numero di click sono il termometro della popolarità.
In Inghilterra e negli Stati Uniti, i video pubblicati possono raggiungere milioni di persone via internet: l’esperta di bellezza Tanya Burr, 25 anni, vanta per esempio 10 milioni di visualizzazioni al mese sul suo canale Youtube.
DAL WEB ALLA TIVÙ. Il fenomeno è in crescita esponenziale. Diventare un vlogger di successo infatti equivale ad aprirsi una strada nel mondo di lavoro «tradizionale».
Lo ha raccontato al domenicale britannico Observer il vlogger Alfie Deyes, che pubblicato il libro The Pointless Book, già un bestseller in Amazon.
Deyes, 21 anni, ha raggiunto la popolarità grazie al proprio canale Youtube che vanta oltre 3 milioni di iscritti, e anche grazie alla sua relazione con un’altra vlogger popolarissima, Zoella. E ora è pronto a migrare in tivù.
CORTEGGIATI DAI GRANDI MARCHI. Fondamentale per un vlogger, anche al momento del grande salto, è mantenere la propria libertà editoriale. Un ingrediente fondamentale per il successo di questi imprenditori di se stessi.
Perché solo a quel punto, a suon di visualizzazioni e follower, si è corteggiati dai grandi marchi.
Le aziende si sono ben presto rese conto del potenziale di diffusione del prodotto sul web. Si stima così (Fonte Eight&four) che i vlogger più popolari possano guadagnare fino a 4 mila sterline (più di 5 mila euro) per menzionare un prodotto nei loro video, e addirittura fino a 20 mila (25.600 euro) per inserire vere e proprie pubblicità nei loro canali.
In Italia i vlogger sono conosciuti (quasi) solo tra i teenager che, come loro, amano passare i propri pomeriggi chiusi in camera davanti a un pc.
IN ITALIA CLIO APRIPISTA. La connazionale più famosa è ClioMakeUp, sbarcata poi in tivù, che da anni dà consigli in tema di mascara, ombretto e blush, un interesse evergreen per tutte le donne. Il suo canale Youtube vanta oltre 700 mila iscritti. Molto seguiti in Italia sono però anche Frank Matano col canale Lamentecontorta (oltre 900 mila iscritti) specializzato in scherzi telefonici, e Michael Righini (oltre 350 mila iscritti), creatore di serie web.
Essere un vlogger però non è tutto rose e fiori: il successo dipende esclusivamente dal livello di gradimento del pubblico, che è volubile si sa, e segue mode che possono durare anni come pochi mesi.
«La pressione è molto intensa», ha spiegato Deyes. «Tutto cambia molto velocemente».
Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. Il cambiamento però è anche punto di forza del vlogging: «Ci sono sempre delle nuove opportunità che emergono da Youtube, basta solo esserci al momento giusto per coglierle», ha concluso il 21enne.

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