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RIVELAZIONI 30 Settembre Set 2014 1530 30 settembre 2014

Concordia, Domnica Cemortan: «Schettino voleva scappare in elicottero»

La ballerina moldava racconta a Oggi la sua verità sul naufragio al Giglio.

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Domnica Cemortan.

Domnica Cemortan ha raccontato la sua verità sulla tragica notte del naufragio della Concordia al Giglio e sul comportamento di Francesco Schettino. Dopo aver lanciato il suo ultimatum su internet, nel quale aveva invitato il capitano della Costa a raccontare cosa fosse accaduto quel 13 gennaio 2013, la donna moldava, che era con lui nella plancia di comando quando si consumò il dramma, ha ricostruito le ore successive all'ormai celebre 'inchino' sulle page del settimanale Oggi.
Nel suo racconto Domnica ha sostenuto che la notte del naufragio, mentre migliaia di persone si accalcavano ai ponti più bassi della nave per saltare sulle scialuppe di salvataggio, lei, il comandante Schettino e il maître Ciro Onorato, si mossero in direzione opposta. «Salimmo al ponte 11, e anche se Schettino sostiene di esserci andato per controllare la dritta della nave io dico che eravamo lì ad aspettare un elicottero che portasse via tutti e tre. O forse solo qualcuno di noi».
«PREDISPOSTA UN'USCITA RAPIDA PER POCHI PRIVILEGIATI». Una rivelazione che non cambia la ricostruzione dell'incidente , ma secondo la donna «riaccende i riflettori sulla notte del 13 gennaio 2013 e mostra nello sviluppo delle operazioni di soccorso alcune stranezze. Mentre a bordo si scatenava l'inferno e decine di persone perdevano la vita, veniva predisposta un'uscita rapida e indolore per pochi privilegiati».
«Subito dopo l'impatto», ha ricordato, «Schettino si fece raggiungere in plancia da Ciro Onorato, maître di bordo, che non dimentichiamolo, è fratello di Gianni, che all'epoca era direttore generale di Costa Crociere (attualmente è passato a Msc, ndr). Schettino era sempre al telefono. Parlava con qualcuno, ma non capivo cosa dicesse. Dopo aver dato l'ordine di abbandonare la nave, chiese a me e a Ciro di seguirlo sul ponte 11. Sinceramente non capivo. Perché andare lassù?».
«SCHETTINO MI DISSE: 'QUA NON CI VEDE NESSUNO'». «Nessuno parlò dell'arrivo di un elicottero», ha continuato Cemortan nell'intervista esclusiva a Oggi, «ma mentre eravamo lì, il comandante aveva un’aria impaziente, continuava a guardarsi in giro, come se aspettasse qualcosa. A un certo punto disse: 'Ma qui non ci vede nessuno!'. Il riferimento mi è sembrato inequivocabile. Chi mai doveva vederci di notte in cima alla nave? Da sotto nessuno ci poteva vedere. Evidentemente era dall’alto che dovevamo renderci visibili».
Domnica si avvicinò allora a Ciro e accese la spia luminosa sul suo giubbotto salvagente: «Volevo segnalare la nostra posizione ma non arrivò nessuno. Dopo una ventina di minuti, arrivò una telefonata a Schettino. Quando la interruppe gli chiesi se stava arrivando un elicottero, ma lui rispose che i piani erano cambiati e dovevamo tornare giù, ai ponti inferiori».

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