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SALUTE 30 Settembre Set 2014 2144 30 settembre 2014

Epatite C, c'è il via libera al super farmaco

Trattativa chiusa: in Italia sarà subito a disposizione per quasi 30 mila malati.

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Il virus dell'epatite C.

Alla fine, dopo mesi di rinvii e attese è arrivato anche in Italia il Sofosbuvir, il 'superfarmaco' che riesce a eradicare il virus dell'epatite C. L'Aifa è riuscita a chiudere, non senza una serie di difficoltà, la trattativa sul prezzo della terapia, che nel nostro Paese ha una platea potenziale di centinaia di migliaia di pazienti, anche se secondo alcune stime la riceveranno intanto in 30 mila. «L'accordo» - ha spiegato l'agenzia - «consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa, tenuto conto della più alta prevalenza della patologia in Italia».
VIRUS ERADICATO AL 90%. Fino a questo momento il farmaco, il primo approvato di una classe capace di eradicare il virus in oltre il 90% dei pazienti, è stato offerto in via compassionevole a poco più di mille pazienti, i più gravi. Secondo il comunicato dell'Aifa ora verrà somministrato secondo criteri di appropriatezza definiti dalla Commissione tecnico-scientifica della stessa agenzia, sulla base della gravità della patologia. «In realtà su 1,5 milioni di persone infette in Italia potenzialmente quelle trattabili sono 300-400mila» - ha spiegato Antonio Gasbarrini, uno dei fondatori di Alleanza contro l'epatite, associazione che riunisce medici e pazienti - «di questi però ce ne sono circa 30 mila che avrebbero bisogno del farmaco subito, perché hanno una cirrosi avanzata, ma non al punto da non avere più alcun beneficio dalla terapia».
STOP PRIMA DELL'ESTATE. La fine della trattativa, sui cui termini le parti mantengono la riservatezza, era prevista prima dell'estate, ma uno stop chiesto dalla Gilead, l'azienda che detiene i diritti del farmaco, ha rinviato la procedura. Ora la 'palla' passa ai comitati sull'epatite delle Regioni, che dovranno a loro volta inserire la terapia nei prontuari regionali. «Questo è un passaggio cruciale» - ha sottolineato Gasbarrini, epatologo del policlinico Gemelli di Roma - «le associazioni si batteranno perchè il farmaco arrivi il prima possibile nelle Regioni con le stesse regole per tutti, anche per evitare 'migrazioni' dei pazienti».

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