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PENTITO 30 Settembre Set 2014 1634 30 settembre 2014

Mafia, Spatuzza: «Chiedo perdono»

Il collaboratore di giustizia: «Reponsabile di 40 omicidi. Ora dormo sereno».

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L'arresto del pentito Gaspare Spatuzza nel luglio del 1997.

Gaspare Spatuzza è pentito. E stavolta in senso letterale. «Sono responsabile di una quarantina di omicidi, chiedo perdono alla città, alle vittime e ai loro familiari», ha detto l'ex mafioso ora collaboratore di giustizia ascoltato in collegamento video dal carcere nel corso dell'udienza a Milano del processo a carico di Marcello Tutino, il presunto basista della strage di via Palestro compiuta da Cosa nostra il 27 luglio 1993.
«FATTO COSE ORRIBILI». «Abbiamo fatto cose orribili», ha proseguito Spatuzza, citato come teste dal pm milanese Paolo Storari, «accusare Marcello Tutino è doloroso ma per me è un onore essere qui a testimoniare, anche per giustizia nei confronti dei familiari delle vittime».
Spatuzza ha continuato: «Ho deciso di collaborare per fare giustizia, e ora quando vado a letto mi sento onesto e in pace perché tutto quello che posso fare per la legge lo sto facendo, poi mi metto nelle mani di Dio. Ho partecipato a cose mostruose e ho avuto un'esperienza terribile, abbiamo venduto l'anima a Satana. Ora mi sto liberando del male che portavo dentro, iniziando un percorso sofferto di ravvedimento e prendendo le distanze da tutto quello che rappresentava per me l'ambiente nel quale ho sempre vissuto».
«GLI ANNI PIÙ SOFFERTI DOPO IL PENTIMENTO». Spatuzza ha raccontato che dal 2008, quando ha deciso di pentirsi, «sono iniziati anni più sofferti» rispetto a quelli della detenzione con il regime del 41 bis. Il testimone ha spiegato quindi che continuerà sempre a «chiedere perdono» per le vittime delle stragi di mafia tra cui «due piccoli angeli», le sorelline Nencioni, morte nella strage di via dei Georgofili a Firenze.
Il pentito ha raccontato anche che le cinque vittime della strage di via Palestro a Milano furono «incidenti di percorso»: «L'obiettivo in via Palestro e in via dei Georgofili a Firenze erano i monumenti, non le vite umane». Spatuzza ha poi confermato il ruolo che i fratelli Vittorio e Marcello Tutino avrebbero svolto nella strage: «Siamo cresciuti insieme, c'era una bellissima amicizia, di più, una fratellanza. Cristianamente li considero ancora miei fratelli, con cui ho condiviso delle scelte sbagliate, anche se ora non condivido più i loro ideali, i loro sentimenti».
TUTINO BASISTA PERCHÉ CONOSCEVA MILANO. Stando alla ricostruzione di Spatuzza, Marcello Tutino sarebbe stato scelto come basista «perché conosceva Milano» e avrebbe portato il commando in piazza Duomo a prendere l'esplosivo. Avrebbe avuto così la possibilità di «riabilitarsi» di fronte a Cosa nostra dopo che aveva fatto sparire un carico di sigarette a Palermo intascandosi i soldi.
Tutino, dopo essere andato in Stazione centrale a prendere Spatuzza (poi rientrato a Roma e non presente alla strage), avrebbe rubato in zona Bovisa la Fiat Uno poi saltata in aria alle 23 di quel giorno.

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