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WELFARE 30 Settembre Set 2014 0900 30 settembre 2014

Napoli, nasce Foqus: un progetto per i bambini dei Quartieri spagnoli

I giovani dei rioni bassi accanto a quelli del Vomero. Sport, didattica e lavoro.

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La presentazione del progetto Foqus.

Napoli, Quartieri spagnoli, terra dimenticata dalle istituzioni, luogo di degrado e malavita, isola di caos e volti d’altri tempi. Un posto dove può capitare di camminare per strada di giovedì ed essere sorpresi dallo scoppio dei fuochi d'artificio che annunciano l'uscita dal carcere dei detenuti.
UN GRANDE CORTILE. Ma lì, in un quartiere che da sempre è sinonimo di criminalità, è partito un progetto da cui può cominciare la rinascita della città. Lì, dietro un grande portone verde in via Porta Carrese 69 a Monte Calvario.
'Foqus', c’è scritto. Dentro una grande corte cinquecentesca, meravigliosa, dove scivoli e bambini riempiono gli spazi rallegrando l’atmosfera.
Un tempo, poco fa, questo luogo era gestito dalle suore, ultimo presidio sociale del territorio e ospitava i piccoli del luogo, molti dei quali figli di genitori in carcere.
GESTITO DA UN'ASSOCIAZIONE PER L'INFANZIA. Poi, la resa. Complici i tempi e il calo delle vocazioni, le suore decisero di abbandonare il campo, lasciando quei 6 mila metri quadri a Rachele Furfaro e la sua 'Associazione dalla parte dei bambini', una certezza in fatto di scuole a Napoli.
Fu allora che venne l’idea di unire in un unico luogo bambini dalla vita difficile e bambini più fortunati, quelli del Vomero. È accaduto a settembre, silenziosamente, e dopo due anni di preparazione è nata Foqus - Fondazione Quartieri spagnoli: un’iniziativa incentrata sulla creazione di nuova impresa, nuova occupazione giovanile, servizi alla città, alla persona e alla crescita individuale.

Più di 300 bambini coinvolti in percorsi educativi

Il cortile di via Porta Carrese 69, sede del progetto Foqus.

Commistione tra imprenditoriale e sociale, nata da un’idea di Renato Quaglia, Foqus è un’iniziativa tutta privata che coinvolgerà, a partire da questi giorni, più di 300 bambini nei percorsi educativi dal nido alla scuola primaria; 45 giovani inseriti annualmente nei percorsi di avviamento al lavoro con le botteghe di mestiere; 25 tra fondazioni, imprese, aziende private italiane, napoletane e campane che partecipano con impegno diretto alla realizzazione del progetto.
136 NUOVI POSTI DI LAVORO. Una realtà che registra 136 nuovi posti di lavoro, di cui 44 di alta specializzazione, per settori innovativi e a domanda individuale; ha dato vita a quattro nuove imprese cooperative giovanili e femminili incaricate di gestirne altrettante di tipo economico, e ospita 18 iniziative private che hanno qui insediato attività e sede.
Al suo interno è prevista la presenza anche dell’Accademia di Belle arti di Napoli, unica istituzione pubblica coinvolta nel progetto che apre per la prima volta nella sua storia recente una succursale.
3 MILIONI DI EURO DAI PRIVATI. Una scommessa per il futuro con un investimento privato di avvio, senza sostegno pubblico, che corrisponde a circa 3 milioni di euro nell’arco del biennio 2014/2015 e all’impegno diretto di 25 imprese/aziende private a favore del progetto.
E così, se il Napoli calcio ha già donato il prato sintetico per il campetto dei ragazzi, Carpisa insegnerà ai giovani a fare le borse e Alcott a confezionare abbigliamento; e se gli olimpionici napoletani terranno corsi per i ragazzi dei Quartieri spagnoli, l’orchestra sinfonica (il padrino è Gino Paoli) coinvolgerà il territorio con la sua musica.
UN WELFARE ALTERNATIVO DOVE MANCA LO STATO. Laddove lo Stato ha abbandonato il campo, si affaccia dunque un nuovo modello compartecipato di welfare, un’iniziativa unica in Italia (paragonabile solo ad a esperienze sorte in altre città europee, come Amsterdam o Parigi) che si pone come obiettivo la costituzione di nuova impresa e creazione di nuova occupazione, sia diretta, sia attraverso spin-off, incubatori di impresa, botteghe di mestiere, programmi di apprendistato e tirocinio.
Una speranza per il futuro. Un nuovo modello da seguire, la cui nascita è stata celebrata anche dal presidente del Senato Pietro Grasso, con un tweet: «Napoli è molto di più della rappresentazione che se ne da. Oggi avviato il progetto #Foqus».

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