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SCANDALO 1 Ottobre Ott 2014 1000 01 ottobre 2014

Germania, a Burbach molestie e insulti ai profughi

Botte e offese ai rifugiati. Bufera sul centro di Burbach. E si temono altri casi.

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da Berlino

Il centro accoglienza profughi di Burbach nell'occhio del ciclone per gli abusi sugli ospiti.

Le immagini provenienti dal campo profughi di Burbach, nel civilissimo land del Nordreno-Vestfalia, hanno immediatamente riportato alla memoria il dramma di Abu Ghraib. Lo scenario è quello di un campo profughi allestito per accogliere i migranti che raggiungono la Germania dopo essere sbarcati sulle coste italiane, spagnole o greche. I protagonisti, invece, sono i dipendenti di una società di sicurezza privata di Norimberga, cui è stato assegnato il compito di mantenere l'ordine nel campo.
PROFUGHI INSULTATI E UMILIATI. Lo scandalo è scoppiato grazie al video che un giornalista ha consegnato alla polizia, nel quale gli addetti della società Ski costringevano un rifugiato a distendersi su un materasso sporco di vomito, tra insulti e derisioni. Nel frattempo, sono spuntate anche delle foto, alcune delle quali hanno fatto il giro del web, raffiguranti due gorilla di Ski con i talloni degli scarponi puntati sul collo di un altro migrante, costretto, con le mani ammanettate dietro la schiena, a restare sdraiato a pancia in giù sul pavimento.
QUATTRO RESPONSABILI GIÀ INDIVIDUATI. La Germania ha così scoperto la sua Abu Ghraib, dopo che per anni le pagine dei quotidiani si sono occupate con giustificato sdegno delle condizioni in cui i profughi venivano accolti nei centri del Sud Europa, da Lampedusa a Melilla a Kyprinos. Le indagini sarebbero già a buon punto: gli investigatori hanno stretto il cerchio atttorno a quattro addetti, due dei quali già noti alla polizia per precedenti di violenza e uso di droghe. Le foto e il video sarebbero, in realtà, solo la punta dell'iceberg, perché le molestie e le vessazioni sarebbero state numerose e diffuse nel tempo, come testimoniato da un centinaio di rifugiati del campo di Burbach ascoltati dagli inquirenti. Tra i capi d'imputazione, poi, è spuntato anche quello per la detenzione di armi proibite.

Polemiche sulla scelta di una società privata

Il centro accoglienza profughi di Burbach, in Germania.

Uno scenario da incubo, che ha indignato l'opinione pubblica e imbarazzato il governo della regione, formato da una coalizione di sinistra di Spd e Verdi e guidato dall'astro nascente dei socialdemocratici Hannelore Kraft. Le autorità locali hanno già disdetto il contratto tra il centro d'accoglienza, che è gestito dall'associazione privata European homecare, e l'agenzia di sicurezza Ski, anch'essa privata.
CRITICHE DAL SINDACATO DI POLIZIA. Ma molti osservatori, tra cui il sindacato nazionale di polizia, ritengono che il problema sia proprio nell'aver affidato un impegno di sicurezza umanamente così delicato a organizzazioni sganciate da ogni controllo pubblico. «A volte siamo costretti ad assumere persone da tenere sott’occhio, delle quali non si conosce il profilo umano», ha ammesso Renate Walkenhorst, addetta stampa dell'European homecare, «e per allestire il centro di Burbach abbiamo avuto a disposizione solo quatro giorni». Una testimonianza che, nella sua ingenuità, ha aggravato la responsabilità delle scelte politiche.
IL MINISTERO CAMBIA LE REGOLE. Il ministro degli Interni del land, il socialdemocratico Ralf Jäger, si è scusato pubblicamente per quanto accaduto e il suo governo ha cambiato immediatamente le regole di ingaggio per la sicurezza nei centri: in futuro non sarà la polizia di Stato a gestire l'ordine, ma le aziende che si candidano a farlo dovranno prima sottostare a una valutazione approfondita da parte di un organo terzo, il verfassungsschutz, l'ufficio per la salvaguardia della costituzione, che in Nordreno-Vestfalia è un dipartimento del ministero degli Interni.
Resta, tuttavia, la preoccupazione che casi analoghi possano essere accaduti in altri centri di accoglienza sparsi in tutta la Germania, giacché la prassi di affidare la gestione della sicurezza a ditte private non è un'esclusiva del land di Düsseldorf.

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