Hong Kong Rivoluzione 140930125536
ORIENTE 1 Ottobre Ott 2014 0635 01 ottobre 2014

Hong Kong, contestata la cerimonia dell'alzabandiera

I manifestanti ancora in piazza Bauhinia. Ultimatum al governo: «Deve dimettersi».

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Hong Kong: un ragazzo durante una manifestazione.

Non si placa la tensione a Hong Kong. Alcune decine di studenti, tra cui il diciassettenne leader delle proteste Joshua Wong, hanno contestato il primo ottobre la cerimonia dell'alzabandiera a Hong Kong, ripetendo con gesti e slogan la loro richiesta di dimissioni al capo del governo locale Chun-ying Leung.
I giovani, parte delle decine di migliaia che dallo scorso 28 settembre occupano il centro della città in protesta contro Leung e la Cina, si sono radunati davanti a piazza Bauhinia (il fiore simbolo di Hong Kong), dove si è svolta la cerimonia per la celebrazione del 65esimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare di Cina.
VERSO LE ELEZIONI DEL 2017. Alcuni di loro sono riusciti a superare il servizio di sicurezza e hanno contestato apertamente Leung, che ha preso parte alla cerimonia, prima di essere allontanati. Le dimissioni del cosiddetto chief executive sono la prima richiesta dei giovani che occupano da giorni il centro della città.
ULTIMATUM A LEUNG. Inoltre, i giovani hanno chiesto che il governo di Pechino garantisca elezioni pienamente libere per la scelta del prossimo chief executive, che si terrà nel 2017. Per questo, hanno rivolto un vero e proprio ultimatum a Leung, che «deve dimettersi entro la mezzanotte di domani o fronteggiare nuove e aggressive forme di protesta». L' ultimatum è stato lanciato dai portavoce delle due principali organizzazioni studentesche del territorio in una conferenza stampa tenuta ad Admirality, una delle aree del centro occupato dai manifestanti. Lester Shum della Federazione degli studenti di Hong Kong e Agnes Chow di Scholarism hanno aggiunto che se il chief executive non si dimetterà, i giovani occuperanno una serie di edifici pubblici. Leung ha dichiarato più volte di non avere alcuna intenzione di lasciare la sua carica.

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