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ALTRA TRAGEDIA 2 Ottobre Ott 2014 1500 02 ottobre 2014

Migranti, Libia: nuova strage per naufragio

Barcone affonda a largo della costa africana: 10 morti e almeno 90 dispersi.

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Un barcone di migranti.

Ennesima strage di migranti nel mediterraneo. Almeno 10 africani sono morti e decine sono dati per dispersi nel naufragio della loro imbarcazione giovedì 2 ottobre al largo delle coste della Libia. La notizia è stata resa nota dall'Afp, che ha citato la guardia costiera libica.
In tutto le vittime potrebbero salire a 100, mentre i sopravvissuti sono circa 80. A bordo dell'imbarcazione, hanno raccontato, erano in oltre 180, in gran parte di origine africana.
AL LARGO DI QARBOULI. Il battello è colato a picco di fronte alla 'spiaggia dell'orrore' di Qarbouli, a Est di Tripoli, divenuta tragicamente celebre nell'agosto 2014, quando decine di cadaveri vennero recuperati sulla battigia.
I sopravvissuti, salvati dalla Guardia costiera libica, senza soldi e mezzi, erano stipati a decine, seduti a terra nel porto della città, mentre i guardiacoste fornivano assistenza medica.
I corpi ancora dispersi potrebbero essere recuperati nelle prossime ore, sulla spiaggia di Qarbouli o in altre zone, trascinati dalla corrente. Il 2014 è l'anno nero per il Mediterraneo, con un incremento esponenziale dei morti e dei migranti in fuga: da gennaio in 165 mila hanno accettato di sfidare la morte per fuggire da guerre, povertà e carestie. Un 'record' secondo l'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) che in tutto il 2013 ne aveva contati 60 mila.
IL PAESE NEL CAOS. È evidente che pesa la recrudescenza dei conflitti in corso in Mali, in Nigeria o Sud Sudan, ma anche quelli mediorientali, dalla Siria alla Striscia di Gaza. «La Libia deve fare la sua parte per assicurare il rispetto dei diritti umani», ha incalzato l'Alto commissario Antonio Guterres. Ma il suo appello è destinato a rimanere inascoltato in un Paese flagellato dalla guerra civile, senza un governo centrale, nel quale la violazione dei diritti umani fa parte oramai della tragica routine quotidiana.
Un concetto che nella mattinata del 2 ottobre il ministro degli Esteri Federica Mogherini aveva già evidenziato: «Senza un governo stabile e un interlocutore razionale in Libia», ha detto all'assemblea parlamentare della Nato in corso a Catania, «sarà come tentare di svuotare il mare con un cucchiaino».

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