Opera Roma 141002175942
LIRICA 2 Ottobre Ott 2014 1757 02 ottobre 2014

Opera di Roma, via ai licenziamenti collettivi

La decisione del Cda: orchestra e coro esternalizzati. Linea dura di Marino.

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Il sovrintendente dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes.

L'annuncio del sindaco di Roma, Ignazio Marino, è arrivato al termine del Consiglio di amministrazione dell'Opera di Roma: coristi e orchestrali tutti a casa. Giovedì 2 ottobre è stata infatti approvata «l'esternalizzazione dell'orchestra e del coro», con una «procedura di licenziamento collettiva».
Dopo gli scioperi che hanno portato all'addio del Maestro Riccardo Muti, il primo cittadino della Capitale ha sposato la linea dura: «Questo è l'unico percorso che può portare a una vera rinascita dell'Opera».
FUORTES: SCELTA DURA. «Una scelta molto dura e sofferta», è stato invece il commento del sovrintendente del Teatro dell'Opera, Carlo Fuortes, che ha aggiunto: «Pensiamo che questa strada possa sventare le decisione di una chiusura».
Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha parlato di «un passaggio doloroso ma necessario per salvare l'Opera di Roma e ripartire».
SI PREANNUNCIA BATTAGLIA. Ma il primo trombone dell'orchestra, Marco Piazzai, segretario del sindacato Fials-Cisal, ha replicato: «È un licenziamento ingiustificato e discriminatorio, c'è un progetto di smantellamento del Teatro dell'Opera. E forse Muti l'aveva capito e per questo se n'è andato. Ma siamo pronti a impugnare la decisione».

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