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TRATTATIVA 2 Ottobre Ott 2014 1423 02 ottobre 2014

Stato-mafia, Napolitano depone il 28 ottobre

I boss vogliono l'audio-collegamento. Il presidente in aula a fine ottobre.

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Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è destinato a deporre il 28 ottobre sulla trattativa Stato-mafia.
I capimafia Totò Riina e Leoluca Bagarella, intervenendo in videoconferenza al processo, hanno espresso la volontà di partecipare, sempre in video-collegamento, all'udienza al Quirinale. L'Avvocatura dello Stato si è opposta, ma la Corte si è riservata di decidere.
I DUBBI DEL COLLE. Perplessità si registrano al Quirinale sulla vicenda: dubbi che vanno al di là della persona di Napolitano, ma che investono le garanzie e le prerogative del capo dello Stato, come d'altronde si evince dalla clamorosa possibilità che due boss stragisti possano in qualche modo interagire con la massima carica del Paese.
LA LETTERA DI D'AMBROSIO. Ma su cosa dovrà deporre il capo dello Stato? Al centro della testimonianza sono i timori espressi a Napolitano dal suo ex consigliere giuridico Loris D'Ambrosio, poi morto, su episodi accaduti tra il 1989 e il 1993 riconducibili, secondo i magistrati, proprio alla trattativa Stato-mafia.
Il Quirinale, lo scorso novembre, aveva inviato una lettera al presidente della Corte nella quale diceva di non aver avuto ragguagli o specificazioni da D'Ambrosio su quei timori e, pertanto, di non avere «da riferire alcuna conoscenza utile al processo». Una valutazione che il collegio non ha ritenuto di per sé sufficiente a evitare la deposizione. Non si può escludere il diritto delle parti di chiamare un testimone su fatti rilevanti per il processo solo perché questi ha escluso di essere informato sui fatti stessi, è stata in sostanza l'argomentazione seguita dalla corte. Da qui la decisione di andare avanti.

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