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DIRITTI CIVILI 2 Ottobre Ott 2014 1850 02 ottobre 2014

Sudafrica, le autorità non concedono il visto al Dalai Lama

Salta il vertice dei Premi nobel per la pace: rifiutano di andare per protesta.

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Jacob Zuma, presidente sudafricano.

Le autorità locali di Città del Capo hanno annunciato che i partecipanti al 14esimo vertice dei Premi Nobel per la pace, in programma dal 13 al 15 ottobre, «hanno deciso di rinunciare alla loro partecipazione per protestare contro la decisione del governo sudafricano» di non concedere il visto al Dalai Lama.
L'arcivescovo e attivista Desmond Tutu aveva denunciato l'atteggiamento del governo del Paese accusandolo di «sputare in faccia» a Nelson Mandela, altro premio Nobel per la pace, e di «piegare la testa davanti a Pechino».
Il sindaco della capitale del Sudafrica, Patricia De Lille si è detta «molto arrabbiata e delusa».
«Non c'è alcun dubbio che il governo sudafricano debba essere incolpato per questa situazione» ha aggiunto il sindaco, che appartiene all'Alleanza democratica (Da), il principale partito di opposizione all'African national congress (Anc) al potere da 20 anni.
«IMBROGLIATO IL DALAI LAMA». «Hanno deliberatamente imbrogliato riguardo al rifiuto di concedere un visto al Dalai Lama, affermando di non avere ricevuto alcuna richiesta, mentre hanno chiaramente indicato ai rappresentanti della guida spirituale dei tibetani che nessun visto gli sarebbe stato concesso al suo arrivo al summit a Città del Capo quest'anno» ha aggiunto De Lille.
È la terza volta che il Dalai Lama, accusato dalla Cina di volere l'indipendenza del Tibet, viene considerato persona non gradita in Sudafrica dopo l'arrivo al potere del presidente Jacob Zuma nel 2009.
Lo Stato, sotto la guida di Zuma, ha fatto una scelta diplomatica ben precisa, cercando di privilegiare le relazioni con Pechino, soprattutto per i risvolti economici, a dispetto delle questioni legate ai diritti umani, alle quali erano invece attenti i predecessori dell'attuale presidente, vale a dire Nelson Mandela e Thabo Mbeki.

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