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GUERRA NELL'EST 2 Ottobre Ott 2014 1930 02 ottobre 2014

Ucraina, operatore svizzero della Croce rossa morto a Donetsk

Bombe sulla città. La vittima scambiata per italiana. Ma è un cittadino di Ginevra.

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A Donetsk è guerra tra i separatisti filorussi e i soldati di Kiev.

Un operatore di nazionalità svizzera della Croce rossa è morto nella città ucraina di Donetsk il cui centro, roccaforte dei miliziani separatisti nell'Ucraina Sud-Orientale, è stato colpito giovedì 2 ottobre da un nuovo massiccio bombardamento, il primo dall'inizio della fragile tregua siglata il 5 settembre a Minsk, tra il governo di Kiev e i filorussi.
Sulla nazionalità della vittima nel corso del pomeriggio c'era stato un errore. Il vice ministro degli Esteri russo Aleksiei Meshkov, durante una cerimonia che si è svolta all'ambasciata italiana di Mosca, aveva inizialmente riferito che l'uomo era di nazionalità italiana. Ma fonti dei soccorsi hanno poi corretto la notizia.
A escludere che la persona che ha perso la vita fosse italiana e poi stato anche il presidente della Cri Francesco Rocca in missione in Georgia: «Non ci sono nè volontari nè staff appartenente alla Cri operativi in Ucraina», ha precisato.
Reporter dell'Afp hanno visto il corpo della vittima con la faccia riversa sul terreno, all'esterno dell'edificio dove si trovano gli uffici della Croce Rossa Internazionale. Il responsabile dei servizi di emergenza, Andrii Livtchenko, ha riferito che si tratta di «cittadino di Ginevra, che faceva parte della missione locale».
I SEPARATISTI ACCUSANO KIEV DELLE BOMBE. A Donetsk le violente esplosioni sono state sentite nella zona di piazza Lenin e via Artiom. Secondo il Comune anche un centro commerciale è stato colpito dai proiettili di artiglieria.
Il ministero dell'Interno dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk ha accusato le truppe di Kiev del bombardamento e sostiene che è stato colpito un palazzo di nove piani in via dell'università.

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