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SCONTRO 3 Ottobre Ott 2014 1255 03 ottobre 2014

Bruti Liberati revoca la delega a Robledo

Il magistrato fuori dal pool di Milano. Il procuratore aggiunto diventa pm.

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Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati.

Resa dei conti nella procura di Milano. Venerdì 3 ottobre, il procuratore Edmondo Bruti Liberati ha revocato la delega di capo del dipartimento anticorruzione al procuratore aggiunto Alfredo Robledo, con cui è in atto uno scontro da mesi.
ALL'ESECUZIONE PENALE. Robledo diventa pm all'ufficio esecuzione penale, un ufficio che non si occupa di indagini ma di pene da eseguire. Prende il posto, solo 'provvisoriamente', di coordinatore di quell'ufficio che aveva come capo l'aggiunto Nunzia Gatto, che si era scontrata, anche lei in passato, con Bruti sul cosiddetto caso Sallusti e che ora passa al dipartimento reati ambientali e lavoro. Al posto di Nicola Cerrato, che sta per andare in pensione e che ha saputo solo il 3 ottobre di non essere più il coordinatore.
Robledo non potrà presentare alcun ricorso contro il provvedimento. La decisione infatti, non è ricorribile, ma, da quanto si è saputo, il magistrato, descritto come «sereno» da chi lo ha incontrato, è pronto a rispondere punto per punto con delle memorie al Csm, soprattutto per contrastare, da quanto si è saputo, il concetto di una sorta di procuratore 'monarca' che, anche sulla base della riforma del 2006, può prendere qualsiasi decisione.
ANTICORRUZIONE A BRUTI. Con la circolare, il procuratore ha quindi stabilito che lo stesso Bruti ha la delega su tutte le inchieste di corruzione in via provvisoria (serve una decisione del Consiglio superiore della magistratura per assegnare uno dei posti di procuratore aggiunto ancora scoperto a Milano).
Robledo ora resta titolare solo dei procedimenti in corso nei quali figura come «assegnatario unico» o «co-assegnatario» come i fascicoli sui casi Ilspa, Sea, Lega, 'spese pazze' al Pirellone, e anche quello con al centro la 'Piastra' Expo.
In attesa delle scelte, Bruti si ritrova invece a essere il coordinatore non solo dei fascicoli su Expo, ma anche di tutte le indagini su qualunque reato contro la Pubblica amministrazione. «Sono io il procuratore», ha detto, «e visti i contrasti che ci sono stati ho deciso di prendere questo provvedimento per risolvere questa situazione». Il procuratore ha spiegato di avere inviato il suo provvedimento al Csm e in merito alle motivazioni della decisione si è limitato a dire che «i problemi sono quelli della gestione generale dell'ufficio», ossia del dipartimento anticorruzione che era guidato da Robledo.
SCONTRO INIZIATO A MARZO. Da quanto si è saputo, il procuratore ha esercitato un potere previsto dalle normative revocando la delega al procuratore aggiunto Robledo. Anche se, secondo fonti beninformate, una decisione simile non era mai stata presa.
D'altra pate, tra Bruti e Robledo è in atto da marzo uno scontro nato con la presentazione da parte di quest'ultimo di una serie di esposti al Csm, nei quali il procuratore aggiunto lamentava irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli di importanti inchieste, come i casi Sea, Ruby e S.Raffaele.
SCELTA L'ESCLUSIONE. Inoltre, nelle scorse settimane Bruti aveva escluso l'aggiunto da alcuni interrogatori nel fascicolo con al centro la 'Piastra' dell'Expo e si era assegnato il coordinamento della tranche dell'inchiesta sul caso Mose, trasmessa da Venezia a Milano.
In ambienti giudiziari milanesi si è fatto notare che Robledo non ha mai avuto esperienza per fascicoli di esecuzione penale e che solitamente, prima di inserire un pm in quest'ufficio lo si affianca per alcuni mesi ad altri magistrati.

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