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ALLARME 3 Ottobre Ott 2014 0730 03 ottobre 2014

Ebola, rischio psicosi negli Usa

Panico tra chi è entrato in contatto col paziente zero. Casi sospetti nello Utah.

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Equipe anti-ebola in azione.

Allarme psicosi ebola negli Usa. Dopo la scoperta del paziente zero, Oltreoceano c'è il rischio di scatenare il panico tra chi è entrato in contatto con Thomas Eric Duncan, il primo contagiato ufficiale dal virus. E si parla di almeno un centinaio di persone, tra cui i bambini di quattro o cinque scuole. Che ora sperano di non essere trascinati nell'incubo della malattia, anche perché l'Onu ha precisato che c'è il rischio di trasmissione per via aerea.
Ma la psicosi, come ha spiegato il quotidiano La Stampa, non ha investito solo Dallas, dove è ricoverato l'uomo infetto, ma pure alle Hawaii (qui una persona è in isolamento e potrebbe essere malata) e ci sono sospetti anche nello Utah e a New York.
CASO SOSPETTO IN CANADA. Allarme persino in Canada: a Toronto un pazienze è stato messo in isolamento ed è sotto osservazione nel timore che sia stato infettato dal virus.
«Aveva la febbre e si era recato di recente in Africa Occidentale», ha riferito il personale del centro di cura. «Improbabile che sia ebola, ma sono stati ordinati test per un eccesso di prudenza», ha detto Gillian Howard, il portavoce della rete ospedaliera, a conferma che la tensione è al massimo.
NUOVO MALATO IN LIBERIA. Intanto dall'Africa è arrivata la notizia che un cameraman freelance americano impiegato dalla Nbc News in Liberia è risultato positivo al test dell'ebola e per questo deve essere rimpatriato negli Usa per cure mediche con un volo privato.
L'uomo, di cui non riferisce il nome su richiesta della sua famiglia, ha 33 anni: ha avvertito i sintomi della malattia giovedì 2 ottobre ed è risultato positivo al test poco più di 24 ore dopo.
CONTROLLI SUGLI AEREI. A fronte dei nuovi casi e del panico in Usa, la United Airlines, la compagnia aerea su cui ha viaggiato Duncan - l'uomo è stato contagiato per aver aiutato a Monrovia una 19enne infetta - su due dei tre voli che lo hanno portato negli Stati Uniti, sta cercando di contattare gli oltre 400 passeggeri dei due aerei su cui l'uomo ha viaggiato.
NESSUNO A RISCHIO. La United Airlines ha precisato che nessun viaggiatore è a rischio, ma si tratta di misure per eccesso di prudenza. Anche perché Duncan, su cui c'è il sospetto che sia volato in Texas per farsi curare, non presentava i sintomi del virus durante il volo. L'uomo s'è sentito male a Dallas, ma solo quattro giorni dopo essersi presentato all'ospedale - inizialmente era stato dimesso con una cura antibiotica - è stato ricoverato ed è stato lanciato l'allarme.

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