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TERRORISMO 3 Ottobre Ott 2014 0855 03 ottobre 2014

Guerra all'Isis, Australia: sì ai raid in Iraq

Ok del governo per partecipare all'azione contro i jihadisti. Truppe speciali per assistere le forze locali.

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Caccia australiani pronti a entrare in azione in Iraq.

Il governo australiano ha dato il via libera, venerdì 3 ottobre, alla partecipazione di otto cacciabombardieri ai raid contro lo Stato islamico (Isis) in Iraq. Lo ha annunciato il premier Tony Abbott sottolineando che i terroristi «hanno dichiarato guerra al mondo e devono essere fermati», secondo quanto riportato dalla Bbc.
Il governo australiano ha anche deciso di dispiegare in Iraq «truppe speciali per assistere le forze irachene a pianificare e coordinare le operazioni ma non per partecipare direttamente a missioni militari».
OTTO FA-18. Otto jet caccia FA-18 Super Hornet sono in stand-by da due settimane in una base negli Emirati Arabi Uniti, preparandosi a partecipare agli attacchi guidati dagli Usa su obiettivi dell'Isis in Iraq. Li affiancano e 600 militari delle forze speciali, i cui compiti non sono ancora definiti.
«Voglio sottolineare che solo l'Iraq può sconfiggere l'Isis, ma l'Iraq non deve essere lasciato solo e per quanto riguarda l'Australia e i nostri alleati, non sarà lasciato solo», ha detto ancora Abbott. La missione «è nell'interesse della civiltà», ha aggiunto, e ha avvertito che il dispiegamento «potrà essere di durata piuttosto lunga certo mesi piuttosto che settimane».
OK DEI LABURISTI. Il leader dell'opposizione laburista Bill Shorten ha espresso pieno sostengo alla decisione governativa.
«Di fronte alla minaccia, l'Australia ha la responsabilità di unirsi a una coalizione internazionale molto ampia, sia di nazioni regionali, sia di altre nazioni», ha detto. «Continueremo a mettere la sicurezza nazionale davanti alle differenze politiche», ha assicurato.
VERDI CONTRARI. La leader dei Verdi Christine Milne ha, invece, criticato il rifiuto del governo di stabilire una strategia di uscita, aggiungendo che il governo conservatore sta mandando soldati australiani a un'altra guerra in Iraq e «sostiene che seguire gli Stati Uniti sia nel nostro interesse nazionale».
«I Verdi sono con quegli australiani che si domandano perché sia nell'interesse nazionale entrare in un'altra guerra in Medio Oriente, senza un chiaro obiettivo strategico o una valutazione dei rischi», ha detto Milne.

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