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BEFFA 3 Ottobre Ott 2014 2112 03 ottobre 2014

L'Aquila, sigilli a 800 balconi delle new town

Maxi sequestro disposto dal gip dopo un crollo nelle settimane scorse.

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Il balcone di una palazzina prefabbricata post-sisma nella frazione aquilana di Cese di Preturo.

Oltre al disagio di stare ancora fuori casa, a più di cinque anni dal sisma del 6 aprile 2009, per circa 500 famiglie del 'Progetto case' all'Aquila c'è un'altra tegola, quasi una beffa: nell'ambito dell'inchiesta della procura sul crollo di un balcone in legno nel quartiere di Cese di Preturo, avvenuto qualche settimana fa, il gip del tribunale aquilano ha disposto l'apposizione di sigilli a 800 balconi in legno realizzati con lo stesso materiale di quello staccatosi dal secondo piano e piombato sul primo.
MOTIVI DI SICUREZZA. Il maxi sequestro nel progetto Case - il grande insediamento disseminato in 19 new town voluto dall'allora premier Silvio Berlusconi per oltre 16 mila aquilani, costato circa 1 miliardo di euro - partirà lunedì 5 ottobre per opera degli uomini del Corpo forestale dello Stato nelle cinque new town di Cese di Preturo, Arischia, Coppito, Sassa e Collebrincioni. Come hanno spiegato il procuratore della Repubblica, Fausto Cardella e il sostituto Roberta Davolio, il motivo è la sicurezza degli inquilini «che non devono utilizzare quegli spazi, essendo pericolosi» e perché per legge deve esserci la conservazione della prova contro il rischio di manomissione.
FORNITURA NON REGOLARE. Tutto ciò perché dai primi accertamenti tecnici la fornitura di legname non sarebbe regolare. Per ora l'inchiesta è contro ignoti, ma nei prossimi giorni potrebbero esserci i primi indagati con l'ipotesi di reato di crollo colposo, frode in pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, quest'ultimo in riferimento alla correttezza della manutenzione ordinaria e straordinaria e in relazione al fatto che, secondo quanto si è appreso, i cittadini avevano più volte denunciato anomalie nei balconi.
SPAURACCHIO PRESCRIZIONE. Anche se sulla frode c'è lo spauracchio della prescrizione, come sottolineato dagli investigatori. «La nostra azione è anche per ricordare agli inquilini che non è cosa sicura uscire sui balconi» - ha spiegato Cardella - «i sigilli saranno apposti in una maniera meno invasiva possibile, anzi, colgo l'occasione per scusarmi fin d'ora per i disagi che si potrebbero creare». Subito dopo il crollo del balcone a Cese di Preturo il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, aveva parlato di «difetti di costruzione». A fornire il legname al raggruppamento temporaneo d'impresa (Rti) costituito dalle aziende napoletane Iter gestione e Appalti spa, Sled spa e Vitale costruzioni spa, è stata la Safwood, la cui fornitura di 11 milioni è stata ritenuta fasulla dalla Guardia di finanza di Piacenza che stava indagando sul crac di questa impresa e che invierà gli atti alla procura aquilana.

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