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LIRICA 3 Ottobre Ott 2014 1502 03 ottobre 2014

Opera di Roma, Franceschini: «Sostegno a Fuortes»

Il ministro: «Certo che andrà avanti nel suo lavoro». Forza Italia aveva chiesto le dimissioni.

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Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha difeso il sovrintendente dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes, dalle reazioni politiche seguite alla decisione di licenziare i coristi e gli orchestrali del Costanzi, presa giovedì 2 ottobre dal Consiglio di ammnistrazione. Le dimissioni di Fuortes sono state chieste da Forza Italia. Il sovrintendente Fuortes, ha detto Franceschini, «sta da mesi facendo un lavoro positivo e importante all'Opera di Roma, con la situazione più difficile rispetto a tutte le altre. Sono certo che andrà avanti nel suo lavoro, anche perché la scelta di queste ore l'ha fatta con il pieno sostegno dei consiglieri di amministrazione e dei soci che questi rappresentano».
L'ADDIO DI MUTI E I MUSICISTI ESTERNALIZZATI. Appena due settimane fa, il Maestro Riccardo Muti aveva annunciato il suo addio dopo sei anni all'Opera di Roma, a causa delle lotte intestine, degli scioperi dei lavoratori e dei problemi finanziari. I contratti dei musicisti sono destinati a scadere entro la fine del 2014. Il ministro Franceschini, oltre a dare il proprio appoggio al sovrintendente Fuortes, ha anche fatto sapere che alcuni di loro potrebbero essere ri-assunti come parte di un'orchestra esternalizzata, descrivendo la mossa come «un passo doloroso ma necessario per salvare il Teatro dell'Opera di Roma e ricominciare».
OLTRE 40 MILIONI DI DEBITI. In tutto il mondo i teatri d'opera fanno sempre di più affidamento su personale freelance, a causa dei finanziamenti carenti, e in tutta Italia molti teatri sono già stati costretti a fare dei drastici cambiamenti nel personale. Il Teatro dell'Opera di Roma, in particolare, ha accumulato debiti per oltre 40 milioni di euro, ed è a corto di sovvenzioni da parte della città di Roma e del governo nazionale. Esternalizzando coro e orchestra, secondo Fuortes, si potrebbero risparmiare circa 3,4 milioni di euro all'anno, rispetto al costo attuale che è di circa 12,5 milioni di euro.
I SINDACATI: «CULTURA SMANTELLATA». Secondo Massimo Cestaro, però, segretario generale del sindacato Slc-Cgil dei lavoratori del teatro, «la verità è che c'è stata una campagna per smantellare le principali istituzioni culturali del nostro Paese», e il vero obiettivo del governo sarebbe quello di «trasformare i teatri italiani in scatole vuote».

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