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MEDICINA 4 Ottobre Ott 2014 0031 04 ottobre 2014

Svezia, donna partorisce dopo trapianto di utero

Primo caso al mondo: il picccolo è nato prematuro, ma lui e la madre stanno bene.

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Una corsia d'ospedale.

Un risultato storico. Per la prima volta una donna ha avuto un figlio dopo aver subito un trapianto di utero. L'evento eccezionale si è verificato in Svezia, dove il medico Mats Brannstrom ha riferito che la paziente, 36 anni, ha ricevuto l'utero da un'amica di famiglia l'anno scorso.
Il piccolo è nato prematuro, ma in salute, lo scorso mese, e lui e la madre adesso sono a casa e stanno bene. «Non riusciamo ancora a credere a ciò che abbiamo fatto, il neonato è fantastico», ha detto Brannstrom, che è docente di ostetricia e di ginecologia all'università di Goteborg e ha seguito il caso, i cui dettagli verranno a breve pubblicati sulla rivista medico scientifica Lancet. L'identità della donna non è stata rivelata.
ALTRI NOVE TRAPIANTI. L'equipe di Brannstrom ha effettuato altri nove trapianti di utero negli ultimi due anni nell'ambito del progetto studio complessivo. In due casi c'è stato il rigetto, che ha costretto i medici a rimuovere l'organo trapiantato. Negli altri casi c'è stato il trasferimento degli embrioni e attualmente, ha annunciato Brannstrom, ci sono due donne che hanno superato le 25 settimane di gestazione. In precedenza c'erano stati due tentativi di fecondazione dopo trapianto d'utero, in Arabia Saudita e in Turchia, ma in entrambi i casi non si era arrivati a nascite. Gli studi portati avanti in paesi come la Francia, Gran Bretagna, Turchia e Giappone avevano utilizzato organi di donne appena decedute invece che da donatore vivente.
NATA SENZA UTERO. Nel caso in questione , ha spiegato Brannstrom, la donna diventata mamma aveva ovaie in perfetta salute, ma era nata senza utero, una sindrome che in letteratura medica si registra in un caso ogni 4.500 donne. Il medico ha spiegato che ha avuto due episodi di incipiente rigetto, uno dei quali a gravidanza avanzata, ma che sono stati superati col ricorso ai farmaci. La donatrice, invece, è un'amica di famiglia di 61 anni, in menopausa dopo aver avuto due figli.

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