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APPELLO 4 Ottobre Ott 2014 1645 04 ottobre 2014

Isis, gli ostaggi tedeschi: «La situazione peggiora di giorno in giorno»

I due sono nelle mani del gruppo terroristico Abu Sayyaf, nelle Filippine.

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Due ostaggi tedeschi, rapiti nelle Filippine, hanno rivolto un appello al governo di Berlino per chiedere la loro liberazione. Si tratta di un uomo 74 anni e di una donna di 55 anni. Il gruppo di Abu Sayyaf, ribelli del sud delle Filippine, hanno minacciato di decapitare i due cittadini tedeschi se non otterranno 4 milioni entro il 10 ottobre. Oltre al ricatto di natura economica, i terroristi chiedono che la Germania smetta di dare sostegno alla missione Nato conto Isis in Iraq e Siria. Il governo tedesco ha una unità di crisi al lavoro sul caso, ma ha già replicato alle minacce che la strategia contro Isis non cambierà.

Hanno paura di morire i due ostaggi tedeschi, finiti nelle mani del gruppo terroristico Abu Sayyaf, nelle Filippine, e rivolgono ancora un appello ai governi di Manila e Berlino, per essere salvati.
«La situazione diventa ogni giorno peggiore», ha detto la donna rapita, parlando in inglese, secondo quanto riporta il 4 ottobre la Dpa da Manila.
UNO È CARDIOPATICO. La donna, che ha sostenuto di vivere nella «costante paura di morire», è anche preoccupata del fatto che suo marito, 74 anni, cardiopatico, rapito insieme a lei lo scorso aprile, non riceva le medicine necessarie alle sue condizioni di salute, e sia sempre più debole. Sulle condizioni in cui sono tenuti, gli ostaggi hanno raccontato di essere costretti a dormire all'aperto al freddo nella giungla, sommersi dalle zanzare, e di essere controllati tutto il tempo da guardiani armati di fucile, seduti al loro fianco.
CHIESTO UN RISCATTO DI 4,4 MLN. Il 2 ottobre i terroristi, simpatizzanti dei miliziani dell'Isis, che pretendono un pagamento di 4,4 milioni di euro in cambio della libertà dei due velisti tedeschi, avevano fatto slittare la data dell'ultimatum dal 10 al 17 ottobre. Se il governo tedesco non pagherà questa cifra, e non cambierà strategia contro l'Isis - hanno minacciato - decapiteranno i prigionieri. Berlino ha una unità di crisi al lavoro su questo caso, ma il governo ha già fatto sapere di non accettare ricatti.
ANSIA PER KASSIG. L'appello arriva a 24 ore dalla diffusione del video della decapitazione da parte dell'Isis dell'ostaggio britannico Alan Henning, il quarto occidentale dopo gli statunitensi James Foley e Steven Sotloff e lo scozzese David Haines.
Nel video i terroristi minacciano di uccidere un altro ostaggio statunitense, Peter Edward Kassig.

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