Opera Roma 141004150923
PROTESTA 4 Ottobre Ott 2014 1450 04 ottobre 2014

Opera di Roma, artisti e tecnici in sit-in

Corteo dopo l'annuncio dei licenziamenti. Franceschini: «Qui per cambiare le cose».

  • ...

n momento del sit-in di protesta contro i licenziamenti, dei lavoratori del Teatro dell'Opera, Roma

Doveva essere un presidio dei tecnici del Teatro dell'Opera di Roma che solidarizzavano con i 182 artisti licenziati. Ma alla fine, in piazza Beniamino Gigli, sono arrivati anche loro, i coristi e gli orchestrali, tutti uniti al di là delle sigle sindacali, organizzatrici del sit-in davanti al Costanzi.
UIL: «TEATRO UNITO NELLA PROTESTA». «Il Teatro dell'Opera è unito», ha spiegato Annalisa Giordano della Uil, da 20 anni violino al Teatro dell'Opera, «un teatro che sta dimostrando al mondo, dopo aver dimostrato la propria professionalità anche all'estero, la sua coesione umana. È il momento di fermarsi a ragionare e di pensare che in questo momento si sta mettendo in discussione non un posto di lavoro, ma un principio etico e democratico italiano. La maggior parte del teatro si è posta in maniera seria ed ha approvato con il referendum il piano industriale. Il referendum è valido ed è stato mandato nei tempi regolamentari al ministero. La maggior parte dei lavoratori ha approvato il piano, perché allora dobbiamo essere licenziati?».
CISL: «CON L'ANNIENTAMENTO NON SI SISTEMA NULLA». Altri orchestrali accanto alla sindacalista hanno detto di aver ricevuto in queste ore «la solidarietà dalle eccellenze musicali di tutto il mondo e da sovrintendenti che prendono le distanze da questi licenziamenti. Lo Staatsoper di Vienna, il maggior istituto al mondo in campo lirico, ha preso le distanze da questa operazione ribadendo che per far bene questo lavoro sono necessari cori e orchestra stabili». Solidarietà è venuta ai colleghi da parte dei tecnici. «Siamo vicini agli artisti e faremo tutto per uscire da questa situazione», ha spiegato Massimo Di Franco, dell'Rsa Cisl. Gli artisti «sanno che ci sono cose da sistemare», ha concluso Giordano, «ma non è attraverso l'annientamento che verranno sistemate».
FRANCESCHINI: «QUI PER CAMBIARE LE COSE». Intanto, il ministro Dario Franceschini, a distanza, a margine della presentazione della «Domenica di carta» alla Biblioteca Vallicelliana, ha replicato: «Sono qui per cambiare le cose. Chiariamoci bene, il caso è Roma. Qui si va verso l'autonomia delle fondazioni liriche come è accaduto per La Scala e Santa Cecilia che hanno dimostrato che si può diventare un'eccellenza». «L'articolo 18», ha aggiunto, «nulla, non c'entra nulla. Sono Fondazioni, sono musicisti».
In merito alle battaglie legali annunciate da alcuni sindacati dei dipendenti del Costanzi, Franceschini aveva precedentemente affermato: «C'è una procedura prevista dalla legge che prevede 75 giorni per le consultazioni con i sindacati. Il sovrintendente e il Cda stanno lavorando nel rispetto delle norme, vedremo dove porterà». Alla domanda su un possibile rinvio dell'apertura della stagione, il ministro ha risposto: «Rientra anche questo nella trattativa».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso