Papa Francesco 140627165602
CHIESA 4 Ottobre Ott 2014 2000 04 ottobre 2014

Sinodo famiglia, papa: «Ascolti angosce di questo tempo»

Francesco parla a 80 mila persone alla veglia di preghiera a San Pietro.

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Papa Francesco.

Alla vigilia del Sinodo sulla famiglia papa Francesco ha parlato ai fedeli in Piazza San Pietro a Roma. Nel suo intervento davanti a 80 mila persone durante la veglia di preghiera con le famiglie, promossa dalla Cei, il pontefice ha rivolto un appello ai padri sinodali perché abbiamo «il dono dell'ascolto», non solo «ascolto di Dio» ma anche «ascolto del popolo», e perché ci sia «la disponibilità a un confronto sincero, aperto e fraterno», che «ci porti a farci carico con responsabilità pastorale degli interrogativi che questo cambiamento d'epoca porta con sé».
«Per ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla sua Chiesa, dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire 'l'odore' degli uomini d'oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce. A quel punto sapremo proporre con credibilità la buona notizia sulla famiglia», ha detto il papa. «Conosciamo come nel Vangelo ci siano una forza e una tenerezza capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza», ha proseguito Francesco. «Sì», ha insistito, «nel Vangelo c'è la salvezza che colma i bisogni più profondi dell'uomo!».
NEL SINODO RISPOSTE A FAMIGLIE «DIFFICILI» E UNIONI DI FATTO. La ricerca del papa, espressa nel testo del sinodo sulla famiglia, è quella di dare adeguate risposte pastorali, alle situazioni familiari «difficili», come le convivenze, le unioni di fatto, i separati, i divorziati e i risposati, i figli che restano soli, le ragazze madri. Ma è anche verso le unioni gay che si pone la «grande sfida» di mantenere il «giusto equilibrio» tra «accoglienza misericordiosa» delle persone ed «accompagnamento graduale verso un'autentica maturità umana e cristiana». Il documento di base del Sinodo che si apre domenica 5 ottobre sulla pastorale familiare - l'Instrumentum Laboris -, su cui si è previsto che si incentri la discussione dei 191 padri sinodali, richiama la Chiesa a non essere più un «giudice che condanna», specialmente i divorziati, ma a saper «curare le ferite» della famiglia in crisi, con sguardo «compassionevole e comprensivo».

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