Isis Kobane 141003094140
MARTIRIO 5 Ottobre Ott 2014 2301 05 ottobre 2014

A Kobane donna kamikaze curda contro l'Isis

Torna l'arma del suicidio nella guerra all'ultimo sangue dei peshmerga.

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Curdi in fuga dalla città di Kobane in Siria.

Sono ben addestrate e senza paura: sono le donne curde kamikaze.
Una combattente ha compiuto un attentato suicida contro una postazione dell'Isis nei pressi di Kobane provocando numerose vittime.
Sono pronte da sempre anche alla scelta estrema del terrorismo.
L'attentatrice suicida contro una postazione del 'Califfato islamico' è solo l'ultima delle molte che preferiscono la via delle armi al destino di diventare spose bambine. O magari al rischio dello stupro etnico. E che ora hanno come obiettivo primo i jhadisti neri di al Baghdadi che del Kurdistan e del suo petrolio stanno cercando di diventare padroni.
CEYLAN SI SPARÒ A 19 ANNI. Un caso di suicidio recente - ma non di attentato kamikaze - risale ai primi di ottobre, quando un'altra giovane guerriera, Ceylan Ozalp, di appena 19 anni, si era tolta la vita sparandosi - secondo i media locali - per evitare di essere catturata dai miliziani dell'Isis che ormai la circondavano.
AVESTA MORTA IN BATTAGLIA. Era invece il 12 settembre quando sulle montagne del Kurdistan moriva combattendo Avesta, 24 anni, capo di una unità di uomini e donne impegnata in un'operazione congiunta Pkk-peshmerga per la riconquista di un villaggio vicino a Makhmour.
Sarebbe stata colpita al collo da un proiettile sparato da un miliziano dell'Isis e nonostante il tentativo di trasportarla in un'ospedale non ce l'ha fatta.
FATAM SALTATA IN ARIA AD ANKARA. Ed era turca di origine curda, proveniente dalla Palestina, Fatam Yokumer, che il 21 maggio 2013 si è fatta saltare in aria nel Crocodile cafè di Ankara facendo strage. Si è parlato invece di un regolamento di conti interno per l'assassinio a Parigi, nel gennaio 2013, di Sabine Cansiz, tra le fondatrici del Pkk di Abdullah Ocalan.
Nel marzo 2012 15 ''terroriste'' curde furono invece uccise in scontri con le forze di sicurezza nella provincia di Bitlis, nell'est della Turchia.
E all'attivo di una kamikaze è anche l'attentato dell'ottobre del 2011 nel centro di Bingol (Est della Turchia) nei pressi della sede dell'Akp dell'allora premier Recep Tayyip Erdogan.
CORAGGIO, VENDETTA E DISPERAZIONE. Sono solo alcuni dei casi nei quali il coraggio, la sete di vendetta o la disperazione delle curde sono finiti sotto i riflettori, presto spenti, dei media internazionali. Nessuno del resto sa quante siano in totale le combattenti donne, nelle terre curde frantumate e devastate a cavallo tra Iraq, Siria e Turchia. Qualche dato in più si conosce invece sulle militanti del Pkk: quasi il 20%. E in una quindicina d'anni oltre la metà degli attentati di matrice curda anti-turca è stata compiuta da donne votate al 'martirio'.

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