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GRAN BRETAGNA 6 Ottobre Ott 2014 2335 06 ottobre 2014

Donna morta dopo offese a genitori Maddie

Accusata da SkyNews di essere un 'troll' di internet. Polizia: morte non sospetta.

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I genitori di Madeleine McCann con un libro sulla scomparsa della figlia

È stata trovata morta in una stanza d'albergo a Leicester Brenda Leyland, una donna indicata in un servizio televisivo come uno dei tanti che su internet aveva lanciato insulti contro i genitori di Maddie, la bimba inglese scomparsa in Portogallo nel 2007 e mai ritrovata. La donna, 63 anni, era stata fermata per strada da un reporter di SkyNews che, senza farne il nome, le aveva chiesto perché usasse il suo account Twitter per attaccare i McCann e l'aveva informata che la polizia stava indagando sulle molestie. «Posso fare quello che voglio», si era limitata a ribattere.
LOTTA AGLI ABUSI SUL WEB. Il giorno dopo però la donna era scomparsa. E due giorni dopo il suo corpo senza vita è stato trovato in un albergo a poco più di venti chilometri dalla sua casa. La polizia non sta trattando la morte come 'sospetta', una formula spesso usata anche nei casi di suicidio. Qualche giorno prima del servizio tivù, andato in onda il 4 ottobre, il padre di Maddie, Gerry McCann, aveva detto alla Bbc: «È chiaro che bisogna fare di più contro gli abusi su internet», rispondendo a domande su un'indagine in corso proprio a questo proposito e dopo la raccolta di migliaia di tweet pieni di critiche e insulti contro i McCann.
NON AVEVA IL PROFILO DA 'TROLL'. Secondo gli esperti il profilo della 63enne non corrisponderebbe a quello classico di un 'troll', il termine tecnico usato per indicare chi usa i social, e la rete in generale, per provocare e lanciare insulti e accuse. Solitamente il molestatore online risulta essere più giovane e i suoi messaggi differiscono nella formulazione e nei contenuti da quelli di un 'troll navigato'. E poi, di fronte alle telecamere, anche se protetta dall'anonimato, Brenda Leyland non aveva avuto la prontezza di nascondersi.
LAMENTELE PER IL SERVIZIO TELEVISIVO. Il caso solleva interrogativi: intanto, secondo quanto riferisce il Guardian online, l'authority di controllo per le telecomunicazioni nel Regno Unito (Ofcom) ha ricevuto 60 lamentele negli ultimi due giorni per il servizio televisivo in cui Brenda Leyland veniva avvicinata. Ma non solo: le reazioni, per un verso o un altro, corrono ancora sul web, rimbalzano via Twitter, mostrando secondo alcuni le lacune che ancora esistono nell'affrontare le dinamiche di comunicazione sui social network.

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