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ALLARME VIRUS 6 Ottobre Ott 2014 1921 06 ottobre 2014

Ebola, spagnola infettata: primo caso in Europa

Si ammala un'infermiera di Madrid. Aveva curato il missionario poi morto.

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Medici e infermiere all'ospedale La Paz-Carlos III di Madrid dov'era ricoverato il medico Manuel Garcia Viejo, morto il 26 settembre.

L'ebola si può contrarre anche in Europa.
Un'infermiera spagnola di Madrid è stata infettata dal virus, ha riportato El Pais, precisando che si tratta del primo caso di contagio fuori dall'Africa, il primo nel Vecchio continente.
HA CURATO IL MISSIONARIO. La donna, ha scritto il quotidiano sul suo sito, faceva parte della squadra che ha curato Manuel Garcìa Viejo, il missionario spagnolo morto il 26 settembre all'ospedale Carlos III della capitale.
È stata proprio lei a occuparsi di lui quando è stato colpito dalla febbre.
Secondo fonti del ministero spagnolo della Sanità le due analisi effettuate sull'infermiera, di cui non è stata rivelata l'identità, hanno avuto esito positivo.
TERZO CASO TRATTATO IN SPAGNA. È il terzo caso di ebola trattato in Spagna (i due primi infetti, che avevano contratto il morbo in Africa, sono deceduti), ma il primo contratto in Spagna e in Europa.
È stata invece infettata in Sierra Leone una norvegese di 30 anni volontaria di Medici senza frontiere, per la quale è stato disposto il rimpatrio in Norvegia dopo che gli esami del sangue hanno confermato che si tratta di ebola.
POSTA SUBITO IN ISOLAMENTO. L'infermiera spagnola è stata posta immediatamente in isolamento appena si sono manifestati i primi sintomi.
La donna sarebbe in condizioni stabili.
Ma l'allerta è massima, e il ministero della salute spagnolo ha convocato un vertice di crisi per un aggiornamento sui piani d'emergenza messi a punto da Madrid.

In Sierra Leone giorno più nero da quando è esplosa l'epidemia

In Sierra Leone si è registrato il giorno più nero da quando è esplosa l'epidemia, con 121 morti e 86 nuovi casi in appena 24 ore, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato il bilancio generale delle vittime salito a 3.439 morti su un totale di 7.492 casi in Africa occidentale (compreso il caso registrato negli negli Stati Uniti).
OBAMA CONVOCA UN VERTICE. E proprio negli Usa cresce la preoccupazione per una diffusione della malattia.
Così il presidente Barack Obama, per fare il punto della situazione, ha convocato un vertice di emergenza alla Casa bianca, alla presenza di Thomas Frieden, il direttore del Center for Desease Contro (Cdc), la massima autorità sanitaria in Usa, e di molti esperti.
PAZIENTE ZERO GRAVISSIMO. Le condizioni del 'paziente zero' Usa, Thomas Eric Duncan, il liberiano ricoverato al Texas Health Prtesbyterian Hospital e che a Dallas ha sviluppato i sintomi della febbre emorragica, continuano a essere gravissime.
Mentre a Omaha, in Nebraska, è arrivato Ashoka Mukpo, il giovane cameraman americano freelance della Nbc che ha contratto il virus sempre in Liberia, subito ricoverato in isolamento al Nebraska Medical Center, dove è stato immediatamente sottoposto alle cure degli specialisti.
NESSUNA RESTRIZIONE PER I VIAGGI. Dalla Casa bianca negano che si stiano prendendo in considerazione anche misure per una restrizione dei viaggi da e per l'Africa occidentale. Mentre in Texas, il governatore Rick Perry ha creato una task force di reazione rapida contro ebola, chiedendo anche al governo federale di 'alzare la diga' contro il virus aumentando i controlli alle frontiere.

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