Papa Francesco 141006160141
VATICANO 6 Ottobre Ott 2014 1601 06 ottobre 2014

«I divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa»

Lo ha detto il cardinale Erdo, relatore del Sinodo sulla famiglia voluto dal papa.

  • ...

Prima giornata di lavori nell'aula del Sinodo in Vaticano per l'assemblea chiamata ad affrontare il tema della famiglia. La Relatio ante disceptationem, letta dal relatore generale del Concilio dei vescovi, il cardinal Peter Erdo, ha dedicato un'ampia parte ai temi dei divorziati risposati, alle convivenze e ai matrimoni civili.
«HANNO DIRITTO AI LORO PASTORI». «I divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa», è scritto nella Relatio, «e hanno bisogno e hanno diritto di essere accompagnati dai loro pastori». Nel testo si aggiunge che non pochi dei contribuiti alla stesura dell'Instrumentum laboris (il documento preparatorio contenente le osservazioni dei vescovi durante il Sinodo) ribadiscono che «bisogna tenere conto della differenza tra chi colpevolmente ha rotto il matrimonio e chi è stato abbandonato», suggerendo che «la Chiesa dovrebbe prendersi cura di loro in modo particolare».
DICHIARAZIONE DI NULLITÀ DEL MATRIMONIO. Il documento suggerisce inoltre che in ogni chiesa ci sia un sacerdote «debitamente preparato, che possa previamente e gratuitamente consigliare le parti sulla validità del loro matrimonio». Infatti, come ha letto Erdo, diversi sposi non sono coscienti dei criteri di validità del matrimonio e tanto meno della possibilità dell'invalidità. «Dopo il divorzio», continua la Relatio, «questa verifica deve essere portata avanti, in un contesto di dialogo pastorale sulle cause del fallimento del matrimonio precedente, individuando eventuali campi di nullità» dell'unione. In tale occasione occorre evitare ogni apparenza di un semplice espletamento burocratico ovvero di interessi economici; «se tutto questo si svolgerà nella serietà e nella ricerca della verità, la dichiarazione di nullità produrrà una liberazione delle coscienze delle parti».
«RIAMMISSIONE AI SACRAMENTI DOPO UNA PENITENZA». Da quanto si evince dal documento, il Sinodo ha in programma di valutare l'eventualità che, in alcuni casi, il vescovo diocesano possa formulare, in via extra-giudiziale, una dichiarazione di nullità del matrimonio. Questo caso si potrebbe dare qualora «l'intenzione di fede» nel contrarre il matrimonio fosse stata palesemente ignorata. Il testo entra anche nel dettaglio di ulteriori possibilità insiste nei «privilegio paolino» e «privilegio petrino», già previsti dal codice di diritto canonico, per la dichiarazioni di nullità. Una soluzione auspicata è infine quella di una riammissione ai sacramenti dei divorziati al termine di un percorso penitenziale.

Correlati

Potresti esserti perso