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APPRENSIONE 6 Ottobre Ott 2014 0916 06 ottobre 2014

Isis, lettera di Kassig ai genitori: «Ho paura»

Pubblicata su Twitter la missiva dell'ostaggio Usa minacciato dai jihadisti.

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Peter Kassig nelle mani dei jihadisti.

La famiglia di Peter Kassig, l'ostaggio americano che l'Isis ha minacciato di uccidere al termine del video della decapitazione del volontario britannico Alan Henning, ha pubblicato su Twitter stralci di una lettera inviata dal 26enne ai genitori. «Ho paura di morire», racconta Kassig, «ma la cosa più difficile è non sapere, immaginare, sperare se posso addirittura sperare ancora». La missiva è datata 2 giugno, ma la famiglia ha deciso di pubblicarne degli estratti «perché il mondo capisca perché noi e tante altre persone lo amiamo e ammiriamo».
«IN PACE COL MIO CREDO». «Sono molto triste per ciò che è successo e per quello che voi a casa state passando. Se dovessi morire, immagino che almeno voi e io possiamo trovare rifugio e conforto nel sapere che sono partito nel tentativo di alleviare la sofferenza e aiutare i bisognosi», scrive ancora Peter, che dopo la sua conversione all'Islam ha cambiato il proprio nome in Abdul Rahman. «In termini di fede, prego ogni giorno e non sono arrabbiato per la mia condizione. Sono in una complicata situazione dogmatica qui, ma sono in pace con il mio credo».
I GENITORI CHIEDONO DI PREGARE PER IL FIGLIO. Nel pubblicare la lettera del figlio, i genitori hanno cancellato alcune parti con dati sensibili e ribadito l'appello «al mondo a continuare a pregare per lui e per tutti gli innocenti colpiti dalla violenza e dalla guerra». «Continuiamo la pressione sul governo affinché fermi le sue azioni e continui a parlare con i suoi sequestratori perché abbiano pietà e lo rilascino», hanno concluso Ed e Paula Kassig. Kassig era andato in Siria per l'organizzazione Special emergency response and assistance, da lui fondata, ed era stato catturato nei pressi di Deir Ezzor, nell'Est della Siria, un anno fa.

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