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MASSACRO 6 Ottobre Ott 2014 1128 06 ottobre 2014

Messico, studenti uccisi: trovati 28 corpi in fosse comuni

Si tratta di alcuni tra i 43 giovani manifestanti scomparsi: due gangster confessano l'omicidio di 17.

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Messico, due soldati sorvegliano la zona di ritrovamento di una fossa comune con 28 corpi, vicino a Iguala.

In Messico due presunti membri di una banda criminale hanno confessato di aver ucciso 17 dei 43 studenti scomparsi il 26 settembre nel sud del Paese. Lo ha dichiarato il procuratore dello stato di Guerrero, Inaky Blanco.
ATTESO IL TEST DEL DNA. Nelle stesse ore, gli agenti hanno ritrovato sei fosse comuni ritrovate dagli agenti alla periferia della città di Iguala, con i resti di almeno 28 corpi. I cadaveri erano stati sotterrati ed erano parzialmente carbonizzati: secondo le autorità è necessario il test del Dna, nel giro di due settimane, per determinare con certezza se si trattino o meno degli studenti scomparsi, anche se la probabilità sarebbe alta.
I parenti delle vittime hanno intanto pubblicato un disperato appello sul sito del governo messicano, offrendo «un milione di pesos», circa 60 mila euro «a chi abbia informazioni utili».
MANIFESTAVANO CONTRO LA VIOLENZA. Il 26 settembre i 43 ragazzi scomparsi era giunti a Iguala dalla città di Ayotzinapa, distante un centinaio di chilometri, dove si trovava la loro scuola, per raccogliere fondi e manifestare contro la violenza e la corruzione delle forze dell'ordine, in occasione del 46esimo anniversario della strage del 2 ottobre 1968, quando circa 300 studenti erano stati uccisi dalla polizia e dall'esercito poco prima delle Olimpiadi.
UCCISI DA AGENTI E NARCOTRAFFICANTI. I giovani si sarebbero impossessati di tre autobus per tornare a casa. Quella notte, i poliziotti municipali, spalleggiati dalla banda narcos «Guerreros Unidos», avrebbero sparato sui mezzi, uccidendo alcuni di loro. Altri, invece, sarebbero stati sequestrati e portati sulle colline adiacenti per essere uccisi. La polizia ha già arrestato 22 agenti e altre otto persone per l’attacco ai bus. Si tratta di una delle peggiori stragi compiute in Messico dall’intensificazione della guerra del narcotraffico, nel 2006.

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