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ASSALTO 6 Ottobre Ott 2014 1650 06 ottobre 2014

Siria, l'Isis issa la bandiera nera a Kobane

Scontri al confine turco: 46 morti. Bandiere nere a Derna, in Libia.

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Colonne di fumo ed esplosioni nella città curda di Kobane, sotto assedio dagli jihadisti dell'Isis.

I miliziani dell'Isis hanno issato la bandiera nera dello Stato islamico su una palazzina nella zona orientale di Kobane, la cittadina siriana al confine con la Turchia al centro di una violenta battaglia da settimane.
Alcuni ufficiali curdi affermano che l'Isis ha preso il controllo di una collina strategica nei pressi della cittadina da cui può martellare con l'artiglieria tutta l'area.
I CURDI RESPINGONO ASSALTO JIHADISTA. Ma sull'esito degli scontri sono giunte notizie discordanti. L'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh) ha raccontato di combattimenti nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 ottobre. Secondo il direttore dell'Osdh, Rami Abdel Rahmane, i curdi hanno respinto un assalto notturno dello Stato Islamico a Kobane, dopo violenti conflitti che hanno provocato 19 morti tra i curdi e 27 tra i guerriglieri dell'Is.
I jihadisti hanno lanciato la loro offensiva a Est e a Ovest di questa città strategica, che ambiscono a conquistare per garantirsi il controllo di una lingua striscia di territorio alla frontiera siro-turca. Kobane, la terza città curda della Siria, è strenuamente difesa dai combattenti delle unità di protezione del popolo (Ypg, principale milizia curda siriana), meno numerosi e meno armati di quelli jihadisti.
Proprio a Kobane, nella giornata del 5 ottobre una giovane donna, Arin Mirkan, comandante della Ypg, si è fatta saltare in aria accanto ad una postazione dei miliziani dell'Is uccidendo diversi jihadisti. La ragazza, terminate le munizioni, ha sacrificato la sua vita per non finire ostaggio dei miliziani del Califfato. Un attacco suicida senza precedenti.

ONG: 30 MORTI IN ATTENTATO A FORZE CURDE AD AL HASSANKA. Sempre secondo quanto riferito dal direttore dell'Osdh 30 miliziani delle forze di autodifesa curde e poliziotti curdi sono invece rimasti uccisi in un doppio attentato suicida con autobomba ad Al Hassaka, nel Nord della Siria. Lo ha detto all'agenzia Afp il direttore dell'ong Osservatorio per i diritti umani (Ondus), Rami Abdel Rahman.
DALLA TURCHIA VIA LIBERA A CORRIDOIO UMANITARIO. La Turchia ha dato il via libera alla creazione di un corridoio umanitario per far arrivare camion carichi di aiuti umanitari a Kobane. Ankara, che secondo il quotidiano filo-governativo Sabah esclude un intervento militare, avrebbe dato il suo ok durante un incontro segreto in Turchia tra il leader del pyd Salih Muslim e rappresentanti dei servizi segreti turchi e del ministero degli Esteri. In cambio Muslim si sarebbe impegnato a interrompere qualsiasi tipo di dialogo con Bashar al-Assad e a collaborare con i ribelli del esercito siriano libero.
ANKARA SCAMBIA 180 JIHADISTI PER 46 DIPLOMATICI. Il governo turco avrebbe anche perfezionato uno scambio di ostaggi con l'Isis: oltre 180 jihadisti, fra cui due britannici, in cambio di 46 diplomatici di Ankara e tre iracheni, rapiti dallo Stato islamico nei mesi scorsi. L'esecutivo ha tuttavia negato il pagamento di un riscatto e anche lo scambio di prigionieri per risolvere la presa di ostaggi, durata 100 giorni.
BANDIERE NERE ANCHE IN LIBIA. E per la prima volta le bandiere dello Stato islamico sono sventolate nella città libica di Darna. Lo dimostrano le foto scattate da Sky News Arabia che ritraggono alcuni jihadisti su un suv mentre attraversano la strada centrale della cittadina.

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