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PANICO 7 Ottobre Ott 2014 1100 07 ottobre 2014

Ebola in Spagna, l'Ue chiede chiarimenti

Bruxelles vuole fare luce sulla donna malata. Sospetti di una falla sanitaria.

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L'infermiera spagnola infettata dall'ebola.

La Commissione dell'Unione europea ha chiesto «chiarimenti» al governo spagnolo per individuare la falla nel suo sistema sanitario che ha permesso il contagio del virus ebola ai danni di una infermiera in un ospedale di Madrid al di fuori dell'Africa.
SERVE CHIAREZZA. Intanto il ministero della sanità spagnolo sta cercando di individuare le «fonti del contagio» della 44enne, trasferita dall'ospedale di Alcorcon al Carlo III-La Paz, nel reparto dove erano stati ricoverati i due missionari spagnoli rimpatriati dall'Africa - Miguel Pajares, di 75 anni, e Manuel Garcia Viejo di 69 - e deceduti il 12 agosto e il 26 settembre.
HA ASSISTITO DUE INFETTI. L'infermiera, che è in condizioni stabili e con la febbre alta, faceva parte dell'equipe di sanitari che ha assistito i due religiosi, rimpatriati dopo aver contratto il virus in Sierra Leone.
La donna, sposata e senza figli, dal 30 settembre aveva registrato sintomi come febbre e distonia, che ne avrebbero consigliato l'immediata applicazione del protocollo di isolamento.
POSSIBILI CONTAGI. «Esiste la possibilità che qualcuna delle persone entrate in contatto con lei si siano infettate», ha riconosciuto il coordinatore del Centro di Allerta ed emergenze del ministero della Sanità, Fernando Simon. «Questo non comporta rischi per la popolazione, ma dobbiamo garantire che questa situazione non torni a
prodursi», ha aggiunto. Secondo il responsabile sanitario, «esiste la possibilità di contagio», che «è bassa, ma esiste».
CERCARE L'ERRORE UMANO. Il coordinatore del Centro emergenze del ministero della Sanità ha confermato che si sta redigendo una lista delle persone entrate in contatto con l'infermiera per porle in isolamento, così come già fatto con il marito della donna, durante i 21 giorni in cui possono svilupparsi i sintomi dell'infezione.
«I protocolli» di prevenzione «sono corretti perché sono identici ovunque», ha sottolineato Simon, tuttavia «questo non significa che non ci siano stati errori», ha aggiunto. «Rivedremo tutto» per riscontrare «eventuali errori umani o tecnici», dato che «la priorità è garantire che i rischi associati a questo caso siano sotto controllo».
ALLARME IN ITALIA. L'allarme ebola, però, sta interessando anche l'Italia.
«Abbiamo chiesto al responsabile per la Cooperazione allo sviluppo Lapo Pistelli un censimento degli operatori italiani che lavorano nei Paesi colpiti dal virus ebola», ha fatto sapere il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso dell'audizione in Commissioni riunite Esteri e Affari Sociali della Camera dei Deputati, specificando che «la mappatura degli italiani in loco serve per modulare e programmare eventuali interventi di evacuazione qualora necessario».
Nella gestione delle emergenze, due le criticità evidenziate dal ministro. «La prima è l'evacuazione dei cooperatori in loco infetti», poiché «quasi nessun Paese in Europa ha aerei adatti». La seconda «è la tracciabilità degli spostamenti dei non infetti».

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