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GUERRA 7 Ottobre Ott 2014 0530 07 ottobre 2014

Isis, la bella vita del Califfato

Jihadisti nel lusso. I civili indigenti. Donne recluse. Benvenuti a Raqqa.

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L'orologio di James Bond da 5 mila euro al polso del califfo Abu Bakr al Baghdadi per la sua prima predica pubblica era una spia.
Testimoni invisibili di Raqqa e altri network di attivisti come il Syrian observatory for human rights (Sofr) hanno cominciato a diffondere immagini e racconti del Califfato, lo Stato islamico nel nord della Siria e dell'Iraq (Isis), non proprio edificanti per jihadisti che si pongono come gli interpreti più duri e intransigenti della sharia, la legge islamica del Corano.

  • Una pubblicità diffusa in Rete dall'Isis per attrarre jihadisti (Daily Mail).

Mentre i cittadini comuni che bevono alcol e le donne che non rispettano l'obbligo del velo integrale vengono giustiziati e i loro corpi anche esibiti in pubblico, i capi dell'Isis fanno tutt'altra vita.
JIHADISTE COL KALASHNIKOV. Vari documentari girati a Raqqa (in Siria) hanno mostrato cadaveri decapitati in strada, oppositori crocifissi. E i negozianti con esposte foto e oggetti «lussuriosi» che vengono invitati, pena l'arresto, ad adeguarsi alla morale pubblica.
PASQUA DI LUSSO PER L'ISIS. Anche a Mosul, capitale irachena del Califfato, pare però - dalle foto pubblicate sui siti Internet e riprese dal Daily Mail - che i miliziani dell'Isis non si facciano mancare nessuno dei tanto odiati vizi occidentali.
E così, per la festa dell'Eid al Adha, la pasqua islamica, i jihadisti sono stati ripresi a banchettare negli hotel di lusso e fare lunghi bagni nelle piscine. Chi vive a Raqqa racconta che, imposto il regime di terrore, i miliziani si sono subito dati alla bella vita.

Gli abitanti barricati di Raqqa si ribellano

Un bambino in strada a un banco di jihadisti a Raqqa (Getty).  

Foto e racconti dallo Stato islamico girano su Twitter e altri social anche grazie al network siriano «Raqqa è massacrata silenziosamente» (Raqqa is being slaughtered silently).
È loro l'immagine postata in Rete delle alture nella periferia della cittadina dove sarebbero sgozzati gli ostaggi stranieri. «Documentiamo i crimini dell'Isis e di tutti gli altri gruppi estremisti, così come facevamo contro Bashar al Assad. Siamo nati come attivisti anti-regime», denuncia il gruppo. Sedici ragazzi di Raqqa bollati da al Baghdadi «infedeli».
Undici di loro vivono ancora in città, coperti dall'anonimato. Quattro sono all'estero, in Turchia e altri Paesi. Uno è stato catturato dai jihadisti e ucciso, per aver diffuso le immagini delle crocifissioni.
Da allora la segretezza è aumentata: i social network sono gestiti dagli attivisti fuori dal Califfato ma a Raqqa è rimasta una «stanza segreta», un luogo dove ogni cittadino può postare foto e informazioni.

La guerra santa da ricchi: hotel di lusso e piscine

Le immagini dei miliziani Isis a pranzo, diffuse dagli attivisti (Syriahr.com).


La ragazza del video nascosto, mostrato dalla tivù France 2, non era una di loro, ma, come altri raqqawi, non era più disposta a tacere. Sul sito degli attivisti del Sofr sono apparse le foto dei fanatici dell'Isis seduti nei grand hotel, a pasteggiare con bevande di multinazionali occidentali.
Da mesi circolano scatti degli autobus grantour e dei macchinoni in mano ai jihadisti, esche date in pasto ai media per attrarre miliziani dall'estero. I combattenti sono sempre bene armati e spesso vengono ripresi con maglie e accessori firmati.
AGNELLO PER PASQUA. In occasione dell'Eid, al Baghdadi ha dato loro un bonus speciale e un agnello da arrostire. Altre foto ritraevano presunti jihadisti a fare il bagno nelle piscine di Raqqa.
La loro veridicità è tutta da dimostrare. Dalla città, tuttavia, filtrano sempre più voci circa la Dolce vita che si starebbero regalando i capi dell'Is. «Da quando sono arrivati si comportano come le élite», ha spiegato alla Cbs Abu Ibrahim al Raqqawi, nome inventato degli attivisti di Raqqa è massacrata silenziosamente.

Medici e scuole chiuse. Svuotato il museo archeologico

Foto di presunti jihadisti Isis a Raqqa diffuse su Internet. (Daily mail)  

Il resto del racconto è un film dell'orrore. A Raqqa gli ospedali e le scuole si sono svuotati di medici e insegnanti.
Chi ha bisogno di cure urgenti scappa verso la Turchia e in molti muoiono durante il viaggio. Le donne che insegnavano o lavoravano in corsia sono chiuse in casa. Solo i tribunali hanno ripreso a funzionare, secondo la legge islamica, per le esecuzioni. Si finisce in cella per reati come «fumare le sigarette», mentre i capi si arricchiscono contrabbandando benzina e antichità, e taglieggiando la popolazione. Quasi 1.000 pezzi sarebbero spariti dal Museo archeologico riaperto di recente per dare una parvenza di normalità.di Raqqa. Tesori trafugati. E non solo dall'Isis.
EDUCAZIONE IN MANO ALL'IS. «C'erano medici e insegnanti donne, anche avvocati. Raqqa era una città come tutte le altre, molti matrimoni erano misti», raccontano gli attivisti, «adesso non è più permesso loro neanche di insegnare ai bambini sopra i sei anni. Scuole e università sono chiuse, l'educazione è in mano ai jihadisti che reclutano bambini soldato e hanno promesso libri nuovi».
Gli abitanti vivono barricati in casa. Chi ha un negozio deve chiuderlo e andare immediatamente in moschea all'ora della preghiera, pena «conseguenze». I cristiani rimasti sono obbligati a pagare una tassa e non possono esibire croci.

Telecamere e ronde in strada: jihad in stile Big Brother

  • Il video girato di nascosto a Raqqa da una ragazza, con la telecamera (France 2).


«Il 90% dei raqqawi è contro l'Isis, gli altri sono stipendiati del Califfato», dicono gli attivisti. Guerra santa, ma soprattutto beni materiali. Con i raid americani in Siria, il consenso nei confronti del terroristi è ancora diminuito, anche se la gente si divide: «Pur di essere liberati, si accettano anche le bombe Usa. Ma l'altra metà si chiede: 'Dov'erano gli Usa quando c'era da colpire Assad?'».
Le telecamere piazzate dall'Isis riprendono tutto in strada e anche gli Internet café sono controllati. In giro, oltre ai jihadisti uomini, ci sono le miliziane della brigata al Khansa, «soprattutto inglesi», a sorprendere e fermare le donne che fanno haram, peccato.
TELECAMERE IN STRADA. Gli stranieri arrivano da «tutto il mondo», «Tunisia, Marocco, ma anche dal Nord Europa». I miliziani hanno visitato e avvertito i parenti degli oppositori, ma «le cose peggiori sono fatte alle donne», commentano.
Le schiave no, «a Raqqa sono un'esagerazione della propaganda». Ma le donne sono state private del lavoro, recluse, «due di loro lapidate con l'accusa di aver dormito con gli uomini», «alcune anche date in spose ai jihadisti per soldi».
Il Grande fratello del Califfato 3.0, che decapita in nome di Allah, vede e registra tutto.

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