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DIRITTI CIVILI 7 Ottobre Ott 2014 1020 07 ottobre 2014

Nozze gay, Alfano: «Annullare le registrazioni all'estero»

«Cancellare unioni fuori dall'Italia». Sindaci in rivolta da Bologna a Napoli.

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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all'estero. La direttiva è contenuta nella circolare che Angelino Alfano ha in programma di firmare e inviare a tutti i prefetti del Paese. Ma la scelta del ministro dell'Interno ha generato subito polemiche, con i sindaci di diverse città d'Italia che hanno rispedito la richiesta al mittente e censure all'interno del Partito democratico - prima fra tutte quella del presidente del partito Matteo Orfini - e da parte di Sel.
ALFANO: «TRASCRIZIONI NON CONFORMI ALLA LEGGE». «Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane», ha detto Alfano intervenendo a Rtl. Il titolare del Viminale ha spiegato che al momento la legge italiana non li prevede, quindi la trascrizione dei matrimoni gay viola la normativa.
«Dove risultino adottate queste direttive sindacali in materia di trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all'estero e che vogliono essere registrate in Italia», ha aggiunto, «dirò ai prefetti che si dovranno rivolgere ai sindaci rivolgendo loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni e alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati».

Da Bologna a Udine: sindaci in rivolta

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola.

A Bologna le prime trascrizioni sono state fatte a settembre, non senza polemiche. Ma il sindaco della città, Virginio Merola, non ha intenzione di fare passi indietro: «Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque, ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco».
Il primo cittadino di Bologna ha chiarito: «Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione». «Occorre che il parlamento», ha detto Merola, «si decida finalmente ad approvare una legge, questo è il tema che dovrebbe riguardare un ministro della Repubblica». La mancanza di una legge nazionale è stata definita da Merola «un'inadempienza vergognosa». «Leggeremo la loro stupida circolare, annulleranno l'atto, non sarò certamente io a farlo e si assumeranno le loro responsabilità», ha concluso.
SINDACO DI GROSSETO: «SENTENZA CONTA PIÙ DEL MINISTRO». Anche a Grosseto le registrazioni sono partite ad aprile, con una modifica nella dicitura: 'coniuge e coniuge' invece di 'marito e moglie'. «Conta più una sentenza del tribunale che una circolare del ministro», ha rilevato il primo cittadino a Emilio Bonfazi a Effetto Giorno, su Radio24. Nella città toscana, infatti, una sentenza ha imposto la registrazione di un matrimonio gay contratto all'estero.
IL COMUNE DI NAPOLI ANNUNCIA RICORSI CONTRO LA CIRCOLARE. Il Comune di Napoli ha annunciato che «ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti» contro la circolare del ministro Alfano, si legge in una nota della giunta. «Credo che sia un fatto negativo, in contrasto con la Costituzione repubblicana e le libertà civili in essa sancite», ha commentato Luigi de Magistris, sindaco di Napoli da alcuni giorni sospeso dalle funzioni. Napoli è stata la prima città in Italia, alcuni mesi fa, ad adottare una delibera con cui rendeva possibili queste trascrizioni.
Il sindaco di Udine, Furio Honsell, è convinto che «una questione come questa non vada risolta con circolari burocratiche, ma deve essere portata in parlamento o davanti alla Corte costituzionale». A Udine, nei giorni scorsi è stato trascritto - primo caso nella regione - il matrimonio tra l'udinese Adele Palmeri e Ingrid Owen, cittadina sudafricana, attualmente residenti in Belgio.

Orfini: «Rendiamo possibili le nozze gay invece di annullarle»

Contro le direttive di Alfano si è poi sollevata la protesta politica di esponenti dem e di Sel. «Caro Angelino Alfano, invece di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia», ha scritto su Twitter Matteo Orfini.

A Orfini ha fatto eco il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza: «Alfano si occupa con molta insistenza di nozze gay. Come se da questo dipendesse la sicurezza del Paese. E i diritti delle persone invece?».

Sulla vicenda è intervenuto il sottosegretario alle Riforme e ai Rapporti con il parlamento Ivan Scalfarotto: «Sarebbe auspicabile che Angelino Alfano prima di decidere sulle pari opportunità si coordinasse con il titolare della relativa delega, Matteo Renzi», ha scritto su Twitter.

«Nel leggere le agenzie questa mattina mi sono chiesto da quando il ministro Alfano abbia cominciato a dettare l'agenda delle pari opportunità. Sono rimasto francamente sorpreso dal fatto che un valore fondamentale come quello della collegialità dei membri di governo sia stato calpestato da questa improvvida uscita», ha aggiunto Scalfarotto.

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