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CRONACA 8 Ottobre Ott 2014 0755 08 ottobre 2014

Clini, tangenti del 10% su appalti da 200 milioni

Le indagini della Finanza: «Mazzette da uffici inesistenti dell'Ice a Pechino».

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Corrado Clini.

Nuovi dettagli sull'inchiesta per tangenti che riguarda l'ex ministro Corrado Clini, e che l'ha portato agli arresti domiciliari, poi revocati. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tra il 2001 e il 2009 sono stati erogati appalti da 200 milioni di euro in Cina, per volontà di Clini, che all'epoca non era ancora ministro, ma direttore generale del dicastero.
Le indagini della guardia di finanza hanno fatto emergere che sui lavori le tangenti arrivavano anche al 10%, e le cifre erano da versare su conti aperti in Paesi stranieri.
COINVOLTE SETTE SOCIETÀ. Sette società sarebbero coinvolte, e avrebbero ottenuto finanziamenti dal ministero, da utilizzare poi a fini personali. Secondo gli investigatori, «la scelta dei soggetti italiani a cui affidare appalti e commesse sarebbe stata gestita direttamente dal ministero dell’Ambiente italiano oppure “suggerita” alla parte cinese almeno per la successiva fase di individuazione dei soggetti a cui affidare i sub-appalti. In assenza dei meccanismi di gara sembrerebbe inoltre che le indicazioni per le scelte, fino a un certo importo e per talune tipologie, fossero in realtà state affidate a Ice Pechino (sede cinese dell'Istituto per il commercio estero) e condizionate dalla disponibilità del soggetto ad accettare di versare un contributo del 10 per cento del valore dell’appalto su un conto presumibilmente intestato a una non meglio identificata società di consulenza con sede a Hong Kong».
COSTRUZIONI SCADENTI. Sono emersi dettagli inquietanti anche per quanto riguarda le opere finanziate con il denaro pubblico italiano. Come il restauro della «Meng Joss House», costato oltre 4 milioni di euro, che è attualmente in stato di abbandono, e risulta interessato da copiose infiltrazioni d’acqua che ne hanno compromesso l’agibilità. Di milioni ne sono serviti 20 per costruire un edificio nell'università di Pechino, che ha suscitato polemiche da parte dei vertici dell'ateneo, perché è uno dei più energivori di tutto il campus.

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