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VIRUS 8 Ottobre Ott 2014 1743 08 ottobre 2014

Ebola, morto il paziente negli Stati Uniti

Thomas Eric Duncan era ricoverato a Dallas. Era stato contagiato il Liberia.

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Monrovia (Liberia): un infermiere indossa indumenti protettivi contro l'ebola.

È morto il paziente liberiano Thomas Eric Duncan, ricoverato a Dallas per aver contratto il virus Ebola. Lo ha reso noto l'ospedale. Duncan, 42 anni, era la prima persona a cui l'Ebola era stata diagnosticata negli Usa.
«Ha combattuto con coraggio in questa battaglia», ha affermato un comunicato diffuso dal Texas health presbyterian hospital di Dallas.
VIRUS CONTRATTO IN LIBERIA. Duncan aveva contratto il virus a Monrovia aiutando la figlia di una coppia di amici a recarsi in ospedale e, quando ancora non aveva sintomi visibili, era arrivato negli Stati Uniti, per una visita ad alcuni suoi parenti.
PREOCCUPAZIONE PER MUPKO. Stati Uniti sotto choc, dunque, per la morte del 'paziente zero', mentre cresce la preoccupazione per il cameraman della Nbc Ashoka Mupko, colpito anch'esso dalla febbre emorragica in Liberia e ora in isolamento nell'ospedale di Omaha, in Nebraska. La notizia del decesso di Duncan, 42 anni ha innescato una reazione di allarme in tutti gli Stati Uniti. «Ebola è una crisi mondiale che va risolta urgentemente», ha denunciato il segretario di stato Usa, John Kerry, sottolineando la necessità che «più Paesi si mobilitino nella lotta all'epidemia, impegnando più fondi e più equipaggiamenti per contenere il contagio».
CONTROLLI AGLI AEROPORTI. Come prima nuova misura concreta per contenere il contagio, le autorità Usa hanno annunciato che da questo fine settimana in cinque aeroporti partiranno controlli 'ad hoc' su tutti i passeggeri provenienti da Liberia, Sierra Leone, Guinea. Gli aeroporti in cui verrà misurata la temperatura ai viaggiatori in arrivo sono i più importanti del Paese: dal Jfk di New York al Washington Dulles in Virginia, dall' O'Hare international di Chicago allo scalo di Newark in New Jersey, passando per l'Hartsfield-Jackson di Atlanta. Duncan aveva contratto il virus a Monrovia aiutando la figlia di una coppia di amici a recarsi in ospedale, e quando ancora non aveva sintomi dell'ebola era sbarcato negli Stati Uniti: ma recatosi ad un Pronto soccorso il 26 settembre era stato rimandato a casa senza la corretta diagnosi.
UNA TRASFUSIONE PER SPERARE. Su Duncan era stata usato il farmaco sperimentale brincidofovir: lo stesso trattamento a cui è stato sottoposto in queste ore l'altro paziente infettato da ebola in America, Mupko. Il cameraman, contagiatosi probabilmente lavando un' auto infetta in Liberia, riceverà anche una trasfusione di sangue donato dal medico missionario guarito dalla febbre emorragica, Kent Brantly. Il medico aveva donato il suo plasma anche a un altro paziente colpito, Rick Sacra, anch'egli successivamente guarito.

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