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CONFLITTO 8 Ottobre Ott 2014 1216 08 ottobre 2014

Isis, sale a 18 morti il bilancio degli scontri avvenuti in Turchia

98 arresti dopo le violenze tra i curdi e i sostenitori degli jihadisti. Situazione calma ma tesa.

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Istanbul (Turchia): ragazzi col viso coperto hanno protestato contro l'Isis.

È salito ad almeno 18 morti il bilancio degli scontri del 7 ottobre in Turchia, avvenuti nel corso delle manifestazioni a sostegno della resistenza dei curdi siriani di Kobane contro l'Isis.
Secondo i media turchi, la situazione resta tesa nelle sei province curde del Sud Est, dove il governo di Ankara ha imposto il coprifuoco per cercare di riportare la calma.
STRADE PATTUGLIATE DEI MILITARI. A Diyarbakir, principale città curda della Turchia, militari e blindati pattugliano le strade.
Gli scontri sono scoppiati durante le manifestazioni organizzate in tutto il Paese dal principale partito curdo, il Partito democratico del popolo (Hdp), per protestare contro il mancato intervento militare della Turchia a Kobane, città siriana al confine turco assediata dai jihadisti dell'Isis e strenuamente difesa dalla popolazione curda.
LA POLIZIA AVREBBE RISPOSTO AL FUOCO DEL PKK. Stando a quanto ha riferito la stampa nazionale, esponenti del Pkk (il partito comunista curdo che combatte da decenni una sanguinosa guerra di indipendenza con Ankara) hanno cominciato a sparare contro la polizia, che ha risposto al fuoco.
Le violenze hanno coinvolto i curdi e i sostenitori di partiti e movimenti islamisti, come l'Huda-Par, simpatizzanti dell'Isis.
Solo a Istanbul la polizia ha arrestato 98 persone.
Il primo ministro Ahmet Davutoglu ha convocato una riunione per fare il punto della situazione: il meeting è previsto per la mattinata dell'8 ottobre.

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